Tenet
(Vorrei dire che questa recensione contiene Spoiler, ma neanche se vi dicessi l’intera trama del film ci capireste qualcosa alla prima visione ahahah)
Molto spesso parlando di cinema e arte in generale sentiamo citare la parola “perfetto”.
Cos’è però la perfezione nel cinema? Un film con una sceneggiatura senza la minima sbavatura che la seconda/terza/quarta volta che riguardi il film ti addormenti o ti annoi perché questo non ti dà più niente o perché non riesci a trovare qualche microscopico errorino? Oppure un film che usa tutte le regolette noiosissime che la scuola ti insegna al bacio?
Per me il film perfetto è quella visione che non ti stanca mai e che, con i suoi difetti e paradossi, crea un’armonia artistica che solo un film imperfetto a livello pratico può darti.
Questo per me è Tenet, che è un paradosso unico (dal paradosso del nonno che ci spiega Neil, dal fatto che chiunque abbia montato il vetro avrà visto il segno dei colpi di pistola ma che ha deciso di non fare assolutamente niente oppure il “pircer movement” che usano nel finale) e nonostante tutto non smette mai di lasciarmi attaccato allo schermo anche se ormai conosco a memoria ogni singolo frame e dialogo (e si, anche quel dialogo scritto con il cerco di tenerla family friendly che fa Priya sul discorso del “protagonista/i della storia”)
Cercherò adesso di dilungarmi il meno possibile per descrivere tutti quelli che sono gli elementi che rendono questa una pellicola straordinaria, partendo appunto dalla già citata sceneggiatura.
Cos’ha la sceneggiatura di tenet in più rispetto a quella del padrino, di Arancia meccanica? (Una persona normale ti direbbe praticamene niente, ma la normalità è noiosa) La pellicola varia a seconda della visione.
Adesso mi spiego meglio:
Alla prima visione, noi siamo innondati da una quantità di fatti fisici, politici, di relazioni e metteteci tutto quello che volete e viviamo tutto questo disordine (meraviglioso) dal punto di vista del protagonista, interpretato splendidamente da Washington che ha una recitazione visiva ed un uso del corpo mozzafiato (tra un po’ finisco gli aggettivi). Questa è la visione più difficile (e quella che porta moltissime persone a dire che questo è “un film mediocre” o “il film peggiore di Nolan”) che dobbiamo riuscire a superare per entrare nella magia della pellicola.
Nella seconda visione, noi siamo ancora un po’ confusi, ma iniziamo a cogliere le regole e il funzionamento del meccanismo Tenet. In questa visione noi siamo nel futuro, più precisamente siamo sempre nei panni del protagonista e stiamo raccontando il piano a Neil (o Max, ma su questo ci arrivo dopo).
In quanto noi stiamo ricordando quello che è successo non siamo ancora pienamente ferrei su quello che succede.
Dalla terza visione è tutto in discesa e viviamo la storia nei panni di Neil, noi sappiamo tutto, abbiamo già abbastanza impastato quello che succede ma noi siamo solamente dei pezzi del puzzle che devono fare il loro lavoro e osservare la storia che si completa di nuovo (così come deve essere)
Nel mentre che noi viviamo questa, o forse meglio dire, queste avventure, non ci dimentichiamo di un livello tecnico della pellicola spaziale, con delle scenografie da urlo e una recitazione mostruosa.
Mi sto dilungando troppo quindi è meglio se taglio corto e passo direttamente all’ultima cosa di cui voglio tirare l’attenzione:
Neil.
Cos’ha Neil di così bello? (oltre ad un arco veramente ben scritto, con una forte emotività che ci lega al suo personaggio e un Robert Pattison che recita divinamente)
Il fatto che Nolan, come ogni suo film che rispetti, ci aggiunge un qualcosa da scoprire tra le linee e quello che secondo me vuole farci scoprire è il fatto che Neil non è nessun altro che Max, ovvero il figlio di Kat che dal futuro torna indietro (come spiegato da lui stesso nel finale)
Cosa mi fa pensare questo? Non voglio spoilerare il film quindi mi limito soltanto a dire che Nolan chiese esplicitamente a Pattison di tingersi i capelli per il ruolo (magicamente solo a lui), il resto ve lo lascio scoprire/intuire a voi nella speranza di avervi convinto con questa recensione a farvi vedere (o rivedere) questo Capolavoro con la C maiuscola