
“Ah, ma io sono un ignorante riguardo ai film” i’m trying to fix that 🧘♀️

Non mi sono mai sentita così affine a un personaggio come a Julie: una ragazza che vive con la costante sensazione di avere il peso del mondo sulle spalle. Julie si sente la persona peggiore del mondo, ma è solo una donna soffocata dal senso di colpa per non aver rispettato le aspettative altrui e per non aver ancora capito cosa desideri davvero dalla sua vita. Iscritta a medicina con un futuro brillante davanti a sé, molla tutto per passare a psicologia, poi alla fotografia e infine alla scrittura, senza trovare mai una vera direzione. Lo stesso schema si ripete nelle relazioni: oppressa dalla differenza d’età e dalla forza intellettuale di Aksel, finisce per tradirlo, rapita dalla leggerezza di Eivind. Ma nessuno dei due può darle ciò che cerca davvero: quella sensazione totalizzante, momentanea e persino fugace, in cui ti puoi dire : “*sto vivendo*”. Quando Aksel si ammala e muore, l'illusione di Julie di avere sempre tempo per fare tutto (trovare la propria strada, il partner giusto, diventare madre) le crolla addosso. La vita è imprevedibile e il tempo a disposizione è molto meno di quello che pensiamo. È in quel momento che comprende la vera essenza dell'essere umano: un'esistenza imperfetta in cui tutti sbagliano, cambiano idea e compiono scelte senza alcun tipo di certezza; un mondo in cui un “adulto” non è una figura solida e incrollabile, ma semplicemente colui che tenta di costruire qualcosa che somigli vagamente alla stabilità. Solo allora Julie accetta davvero se stessa con tutte le sue imperfezioni e trova finalmente la propria strada, anche se da sola, senza un partner, una famiglia o la grande carriera che si era prefissata, ma finalmente **viva**. Ci sono diverse scene che mi sono rimaste dentro: quella in cui il tempo si ferma e lei fugge dalla realtà verso il tradimento, o quella figurativa e grottesca del trip con i funghetti, dove il suo inconscio le sbatte in faccia le sue paure più profonde. Durante quelle scene ho percepito sensazioni che ho provato più volte nella mia vita quotidiana , sebbene abbia solo vent'anni: quell'angoscia di aver sbagliato tutto con tutti e, soprattutto, con te stessa, sopraffatta dalla debolezza e dal bisogno viscerale di sentire qualcosa. Un film che consiglio a chiunque si senta sopraffatto dalla vita, dalle aspettative altrui o dalla paura di fare le scelte sbagliate. Sarà probabilmente il tema della mia prossima seduta di terapia :)

Questo film mi ricorda tantissimo la persona con cui avrei voluto vivere la mia personale avventura, anche perché sono sicurissima che me ne avesse parlato. Come Carl, adesso devo iniziare una nuova avventura e lasciar andare la mia "casa" con tutto ciò che ha rappresentato, tra momenti passati e futuri mancati; per ora però la tengo ancora stretta a me, sperando non arrivi mai il momento in cui volerà via. So che è irrazionale ma è il mio modo di guarire: prima o poi arriverà anche per me un segno e saprò che è giunta l'ora di mollare la presa…

È da un mese che non faccio altro che pensarci, e dopo il rewatch con Sara, credo di potergli dare cinque stelle e considerarlo un vero capolavoro.
