Serial Experiments Lain
“Nel WIRED esiste Dio, ma solo finché c’è qualcuno a crederci”
Opera visionaria, pessimista, una ricerca filosofica e ontologica sul mondo digitale e come esso si interfaccia col mondo reale. Qual è il prossimo step evolutivo dell’umano? Un mondo digitale abbastanza progredito può dare alla luce della vita? Può avere un dio? Perché la spinta dell’umano, aiutato dalla tecnologia, è quella di diventare tutti interconnessi, quasi come a tornare a uno stadio primitivo e divino?
Qual è il ruolo di un corpo fisico in un mondo dominato dal digitale, nel quale si può aspirare a grandi ambizioni? In cosa può mutare la nostra identità digitale?
Questi sono solo alcuni dei temi proposti, tutti estremamente affascinanti e inquietanti, nella consapevolezza che l’anime è stato concepito molto prima dell’esistenza dei social media e della loro selvaggia espansione nella psiche umana.
In questo cartone la regia è onirica, la messa in scena è distorta, è cosi lynchanamente complesso capire cosa fa parte del mondo vero e cosa vive su un altro universo, a volte essi comunicano. Sempre di stampo lynchano il sonoro ha un ruolo fondamentale, accompagna e disturba la visione, mentre vengono poste tante domande e viene data alcuna risposta. Anche solo la sigla è un capolavoro anni ‘90, cosi come la serie nella sua interezza, anche nel comparto tecnico.