Enter the Void
Tu credi nella reincarnazione?
Più che un film è stata una vera e propria esperienza cinematografica. Questa pellicola è follia pura, attraverso luci fortissime e scene ad alto impatto visivo il regista ti trasporta in un trip mentale che trascende lo spazio e il tempo. Ho adorato lo stile narrativo che proprio ti fa sentire parte del film. Bellissima l'idea che l'inquadratura diventi un elemento solido e partecipativo del film. All'inizio vediamo tutto in terza persona, dopo la morte del protagonista diventiamo onniscienti e mentre riviviamo il suo passato l'inquadratura si sposta in terza persona. Questi dettagli visivamente mi hanno fatto impazzire, poi lo sfondo al neon di Tokyo ha accentuato la bellezza di tale pellicola. Il modo in cui il film ti trasporta in trip mentale dettato dalla droga è impressionante. Il cambio repentino di luci quasi ipnotico e le immagini assurde tii facevano quasi davvero sentire come sotto effetto delle sostanze assunte dal protagonista. Il film poi spinge moltissimo sul piano spirituale. Nel momento in cui riviviamo il passato del protagonista pian piano veniamo introdotti nella sua psicologia, dettata da un rapporto morboso con la madre e la sorella e da un forte trauma psicologico. L'alternanza tra passato/presente/futuro ha offerto dei parallelismi assurdi frutto di una mente davvero geniale e malata. Come sia stato possibile concretizzare su pellicola più della metà del film che ho visto non me lo so ancora spiegare.
Gli ultimi venti minuti sono incredibili. Il film raggiunge un climax delirante dettato dal sesso che subisce quasi un elevazione spirituale che culmina con il raggiungimento di una delle tematiche principali del film. Il finale è aperto, ma ben chiaro allo stesso tempo.