

Ero partita con aspettative molto basse credendolo un film commerciale: un mucchio di cazzate. Terrificante è dire poco, fa gelare il sangue, è tutto così improvviso e inaspettato, l'ultima mezz'ora è da ricovero psichiatrico, da conati di vomito e da mal di testa. Inde Navarette ora mi terrorizza so she understood the assignement.

Avuto il tempo di processare e procrastinare, eccoci qua. Non è l'Odissea che si immagina quando la si studia a scuola, non è il viaggio fantastico e sovrannaturale di un eroe imbattibile e coraggioso, un viaggio pieno di colori, di vittorie e di valori sbagliati esaltati come eroici, nulla di tutto ciò; è il viaggio di un uomo sotto un cielo in cui non splende mai il sole, un cielo offuscato da nuvole come la mente di Odisseo, un viaggio di un uomo testardo che vuole cambiare ciò su cui non ha potere, un uomo che viene punito per essersi sentito "troppo in alto" e che quindi si ritrova in miseria. Non c'è nulla di eroico, nessuna musa che canta l'uomo dal multiforme ingegno (però c'è travis scott), nessun Dio che incute timore: l'ambientazione triste e grigia, che va a scurire sempre di più man mano che Odisseo si spinge oltre e comprende cosa il suo egoismo abbia fatto, rispecchia una realtà lontana dai fantastici mondi della Grecia antica a cui siamo soliti pensare, e punta a rispecchiare l'interiorità del protagonista. Nolan, come sempre, ha detto no alle convenzioni, ha giustamente negato la rappresentazione di tutti gli episodi più famosi dell'Odissea e ha modificato i presenti perché Odisseo non avesse il modo di mettere in luce la sua scaltrezza e il suo ingegno, bensì il suo lato umano ed egoista; ritrarre una scena molto famosa (come ad esempio l'episodio di "Nessuno") sarebbe stato rischioso, poiché risulta praticamente impossibile non renderla scontata e banale, sporcando il film con l'inserimento di una scena cliché "epica" da adattamenti cinematografici scadenti. La colonna sonora, i suoni, gli urli: forse ciò che ha reso il film veramente un capolavoro. Nessuna canzone, nessuna parola, solo suoni o canzoni non cantate ma anch'esse prive dei classici strumenti; le musiche sono inquietanti, penetrano nel cervello provocando una sensazione di smarrimento, facendo quindi alla perfezione il loro lavoro. Le urla, i pianti, le sirene che ricompaiono quando rivede Penelope, non so come spiegarlo ma la colonna sonora mi ha messo i brividi. In un film "di epica" ci si può rispecchiare? assolutamente, ed è quello che Nolan ha reso possibile: Odisseo non è lontano da noi, non è (come nei poemi omerici) una figura degna di ammirazione e di lodi, ma è un uomo che paga continuamente le conseguenze dei suoi errori, errori di un tempo lontano ma dei quali non vuol dire che bisogna dimenticarsi, perché ci appartengono, più di quanto pensiamo. Non serve stare 20 anni per mare per rendersene conto, e Nolan lo sapeva. Non sono riuscita a rendere l'effetto che mi ha fatto nella recensione, ma fa lo stesso. "Eh ma è brutto perché non si attiene ai poemi !!" Marialuisa vai cortesemente a fare in culo. vabbe comunque agamennone persona di merda ma aura

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14esimo rewatch, sempre poesia