Ruby Sparks
Mi ha colpito quanto Ruby Sparks riesca a essere disturbante, mostrandosi manifestamente da favola indie, e quanto sia onesto nel mostrare la rappresentazione femminile attraverso gli occhi di un uomo profondamente solo e disagiato. La scrittura, come atto e questione di vita, non è solo un tema, ma la radice del controllo e del bisogno disperato di sentirsi amati, anche a costo di annullare l’altro.
La scena della “danza posseduta”, in cui Ruby viene descritta come un guscio informe suscettibile di ogni singola parola di Calvin, è un atto di violenza, di tossicità, un incubo che esemplifica visivamente la paura di perdere potere sull’altro quando l’altro diventa vero.
Un piccolo momento come quello in cui il cane viene preso amorevolmente in giro, svela quanto Calvin sia incapace di accettare anche il più lieve scompiglio nei suoi affetti, e quanto questo bisogno di controllo tocchi ogni legame che ha.
Un film che costringe a guardare in faccia il confine tra l’amore e la pretesa di possesso. E che alla fine ricorda che la scrittura, come l’amore, non serve a costruire gabbie per sé o per l'altro, ma a imparare a lasciare andare.
#psicologico#disturbante