
L’avvocato del diavolo è uno di quei film cult riusciti a metà. Perché dal lato tecnico abbiamo una regia abbastanza scorrevole con movimenti di camera lenti, con molti primi piani e un montaggio ben curato ma con transizioni invecchiate molto male che fanno perdere il Pathos di ogni scena.Fotografia ben fatta caratterizzata da una simmetria che simboleggia la legge e un contrasto tra colori accessi e ombre che servono a dare il senso di dualità tra il bene e il male, come anche l’ambiente che da colorato e vivace diventa scuro e cupo nel corso del film come succede anche al protagonista col suo modo di vestirsi.Sceneggiatura ottima retta anche da un’interpretazione magistrale come al solito di al pacino e keanu reeves.Per finire anche una cgi terribile anche per i tempi che correvano e anche un’eccessivo allungamento della durata, per via di qualche scena allungata fin troppo come tutte le volte in cui ci viene mostrato che john milton sa parlare tutte le lingue, come se servisse ribadirci che lui è il diavolo. La trama è intrigante e si sviluppa bene il più grande problema però è il finale che risulta banale e scritto senza voglia per via della completa distruzione del plot per non parlare della cgi di quella sequenza.Stesso plot che racconta attraverso la metafora del diavolo come l’avidità, il capitalismo e in questo caso la vanità siano fulcro di una società marcia dove pure chi sta in cima alla società sia comunque infelice e corrotto, il tutto però è appunto distrutto dal finale definibile anche infantile per via anche del “colpo di scena finale”se così si può chiamare.Tutto sommato una buona pellicola che è diventata cult col tempo e che si sa difendere grazie a un buon lato tecnico, un’interpretazione magnifica degli attori e un’idea di base buona.Peccato appunto per quelle pecche e soprattutto per il finale che rovina completamente il concetto magnifico a cui puntava il film.

Film di animazione che raggiunge punti altissimi grazie alla regia spettacolare, alternando sequenze statiche per i momenti flashback a sequenze frenetiche con scatti velocissimi e profondità di campo che aiuta a dare quella sensazione di stanchezza e velocità.Fotografia che punta sui bianchi anche per risaltare l’origine fumettistica dell’opera e anche per dare un distacco netto tra la partita (principalmente caratterizzata da colori bianchi) e i flashback pieni di colori accesi.sceneggiatura inequivocabile che riesce a farti subito entrare in empatia con i personaggi mai con frasi fatte o dialoghi scontati.Cgi presente per quasi tutto il film che è ottima e senza sbavature.Un’uso della musica ottimale con canzoni azzeccate nei punti giusti un’esempio è durante la ribalta finale. Il lato narrativo è ciò che stupisce di più a partire da una struttura narrativa semplice ma super efficace con un’alternare la partita al flashback che non risulta mai lento o scontato ma che invece ci fa capire i personaggi e ce li fa scoprire piano piano.Quindi personaggi spettacolari approfonditi in modo perfetto e chiaro anche per chi non ha letto il manga, ma soprattutto degli avversari che sono effettivamente fatti bene che non sono semplicemente ostacoli per i protagonisti che sono cattivi così a caso ma risultano molto umani con dei sentimenti che si riescono sempre a percepire.Legami super profondi uno dei più belli è sicuramente quello tra hanamichi e rukawa che rappresentano la vittoria dei perdenti e l’unione di due eterni rivali, ma anche rapporti come quello tra miyagi e la madre che si basa su un rapporto tossico per via della morte prima del padre e poi del fratello.Questo far entrare in contatto con i personaggi ti fa tifare per la squadra fino all’ultimo, infatti inoue sfrutta molto questa cosa creando numerosi capovolgimenti di fronte fino all’ultimo secondo.Simbolismi bellissimi, Inoue vuole mostrare il lato positivo dell’essere umano mostrando attraverso questa squadra composta da ragazzi molto diversi tra di loro lo spirito indomabile e la forza di volontà o anche l’amicizia che nonostante tutto li accomuna.Per finire vorrei dire quanto la scena finale con il silenzio assoluto prima dell’ultimo punto sia magistrale dal lato tecnico, a partire dagli scatti con dei mini suoni che danno il senso di velocità oppure allo sfondo completamente bianco che va a significare l’ultima speranza ma anche la stanchezza e poi per finire un montaggio che riesce a tenerti sulle spine fino all’ultimo.Un film che fa scuola su come si racconta una vera storia che parla di amicizia e forza di volontà senza sfociare nel banale e rivisto, anche attraverso un lato tecnico fenomenale e dei personaggi e un lato narrativo che puntano a migliorare e a spronare direttamente lo spettatore mostrandogli come i personaggi con il coraggio e la fiducia riescano a superare anche le situazioni più spinose che non sono solo quelle della partita ma anche quelle della propria vita personale.

Parodia comica validissima di starwars che ha dalla sua una regia che funziona con riprese ferme e molti stacchi e una fotografia è una messa in scena pulite che puntano molto sui bianchi e che seguono la regola dei terzi.Tante idee carine come la rottura della quarta parete più e più volte o come tutta la scena finale della battaglia. Sceneggiatura altalenante che molte volte riesce a far ridere anche sé molte battute sono invecchiate male come quella della password o la metà delle battute di Rutto (chewbecca).Cgi invecchiata un po’ male anche quella ma nulla di grave, c’è anche un evidente grande punto morto proprio nel mezzo del film dove non si riescono a trovare momenti veramente divertenti però poi si riprende tranquillamente verso la parte finale dove escono fuori delle genialate un’altro esempio è la nave transformers.Quindi un film ottimo diventato anche cult dei film comici perché è riuscito a regalare scene ultra divertenti e che funzionano ancora adesso.

Spielberg crea un film che è destinato a diventare uno dei più classici blockbuster di sempre, unendo regia e montaggio creando così riprese statiche e tagli molto veloci con poche scene con la camera in movimento, tutto ciò funziona ma forse a lungo andare avrei optato per riprese un po’ diverse perchè si nota troppo la pigrizia nel non avere voglia di creare scene dinamiche. Una fotografia che secondo me non è completa al 100% perché fa capire che vuole puntare molto sulle luci artificiali e le luci fredde per dare quel senso di tecnologia extraterrestre e di fascino ma che non rimane costante per tutto il film e che si va a perdere optando per tutta la seconda metà su colori molto più a pastello come se avesse cambiato idea, rimane comunque il fatto che nella composizione di molte scene Il direttore della fotografia si è davvero superato.Sceneggiatura abbastanza valida e una cgi al passo coi tempi che riescono a dare quell’aria di film per famiglie classico.La musica si rivela nuovamente il punto forte dei film di Spielberg perché a parte la colonna sonora favolosa riesce a farti sempre intuire il tema della scena tramite le musiche come già visto in lo squalo e catch me if you can.Trama e story telling abbasta anonimo per essere un film di Spielberg infatti è quasi tutto prevedibilissimo sin dai primi 20 minuti di film, capisco che film è indirizzato verso i bambini e quindi ci sia bisogno di una struttura narrativa più semplice ma forse cosi risulta troppo lineare.L’obiettivo principale del film è il farti vedere come ragazzi e bambini con la loro purezza e genuinità sono molte volte migliori e più umani rispetto agli adulti, il problema è che anche quindi Steven non riesce a far intuire bene il messaggio, lasciando spazio di più al rapporto tra ET e il protagonista, che si è importante ma che non ha comunque bisogno di così tanto spazio.Un film di famiglia buoni diventato cult per via di molte scene memorabili come la scena della bicicletta ma che sotto sia dal punto di vista tecnico che narrativo lascia molto a desiderare, sicuramente un buon film ma non il migliore di Spielberg in quanto ha confermato più volte di saper fare molto meglio di così.