Metropolis
Finalmente ho visto Metropolis.
Uno di quei film che non sono solo “importanti”, ma fondativi: senza Metropolis il cinema come lo conosciamo oggi semplicemente non esisterebbe. Guardarlo non è stato solo recuperare un classico, ma fare un vero e proprio atto di formazione. Il mio obiettivo è diventare un cinefilo consapevole, con una cultura solida, e da qui si comincia sul serio.
C’è anche un aspetto personale curioso: non ho mai avuto grande sintonia con la mia prof di inglese, ma quando ha citato Metropolis e Chaplin ho scoperto in lei una cultura cinematografica enorme. Da lì la mia opinione è cambiata completamente: oggi parliamo spesso di cinema e ci scambiamo consigli. Segno che i grandi film creano connessioni, anche fuori dallo schermo. Sul film in sé, dire qualcosa di “nuovo” è quasi impossibile. Metropolis è una potentissima allegoria sociale, con una chiara influenza marxista: la divisione netta tra chi vive in alto e chi lavora sottoterra, l’alienazione del proletariato, la macchina che diventa divinità. La rivoluzione è desiderata,ma non compiuta fino in fondo: alla fine non vince il proletariato, bensì una fragile conciliazione. Ed è forse proprio qui che il film resta inquietantemente attuale: il capitalismo sopravvive sempre, anche quando sembra sul punto di crollare.
E poi c’è il miracolo cinematografico: un film muto del 1927 che tiene incollati allo schermo per due ore. Visionario, gigantesco, ipnotico. Il robot femminile è una delle immagini più disturbanti e affascinanti della storia del cinema, ancora oggi impossibile da dimenticare. Dal punto di vista visivo Metropolis è pura avanguardia: scenografie, architetture, luci, movimento. Tutta la fantascienza che verrà da Blade Runner in poi nasce qui. Fa anche sorridere pensare che il film sia ambientato nel 2026: le macchine non volano, le città non sono così, ma molte delle paure raccontate da Lang sono ancora le nostre. Tecnologia, potere, disumanizzazione, controllo.
Fritz Lang non è solo uno dei grandi dell’espressionismo tedesco: è uno dei più grandi registi di sempre. Metropolis non è semplicemente un film da vedere, è un film da studiare, da riguardare, da portarsi dietro.
Un’opera che non appartiene al passato, ma alla struttura stessa del cinema.