Rush Hour 2
Una delle trilogie migliori di sempre, e questo secondo capitolo non fa altro che confermarlo. Rush Hour 2 riparte esattamente da dove avevamo lasciato Lee e Carter: in vacanza a Hong Kong, tra grattacieli, luci al neon e quel senso di “fuori posto” che rende Carter irresistibile fin dal primo minuto. Ma quella che doveva essere una pausa si trasforma subito in un caso internazionale legato a un attentato all’ambasciata americana e a un traffico di denaro falso che li porterà da Hong Kong fino a Las Vegas, passando per inseguimenti, sparatorie e situazioni al limite dell’assurdo.
La trama, come nel primo film, sembra semplice due poliziotti, un’indagine, un’organizzazione criminale ma è sviluppata in modo perfetto, con ritmo serrato e una scrittura che non lascia mai spazio alla noia. Ogni scena d’azione è bilanciata da un momento comico memorabile, e ogni battuta arriva al momento giusto. È proprio questo che amo della saga: prende una struttura classica da comedy movie e la eleva grazie a personaggi con una caratterizzazione unica.
L’intesa tra Carter e Lee è semplicemente magica. Una delle migliori coppie nella storia del cinema action-comedy. Carter è uno dei personaggi più divertenti che abbia mai visto: logorroico, sopra le righe, ma incredibilmente umano. Riesce perfino a toccare il tema del razzismo con due battute fulminanti, smontando stereotipi con ironia senza mai appesantire il tono. Lee, invece, è il contrappeso perfetto: elegante, silenzioso, letale. In questo capitolo il conflitto è anche personale, e il villain pur avendo meno spazio di quanto ci si aspetterebbe funziona proprio perché è legato al passato di Lee e diventa il motore emotivo della sua missione.
Per me è diventato un vero comfort movie. Non è uno di quei film che “ti cambia la vita” nel senso pretenzioso del termine, ma è uno di quelli che ti ricorda perché ami il cinema: perché ti fa ridere, ti coinvolge, ti fa affezionare ai personaggi e ti fa venire voglia di rivederlo ancora e ancora. E se il primo era bellissimo, questo riesce addirittura a migliorare. Perfetto. Ps. Degno di nota la mia scena preferita dove Lee pensando Carter sia morto si trova in macchina con la canzone “I will miss you” una delle mie canzoni preferite