

Uno dei film se non il film più geniale che abbia mai visto. Non sono un fan sfegatato di Nolan ma questa volta non c’è niente da criticare (se non qualche piccola scelta di casting). Del film ho apprezzato il viaggio interiore di Odisseo che è specchio di quello esterno che vediamo. È la storia di redenzione per l’atto terribile compiuto con l’inganno del cavallo, che ha portato ad una carneficina di innocenti. Tutti i mostri che Odisseo incontra nel suo viaggio non mi sembrano altro che “personificazioni” di paure che il protagonista affronta: ad esempio Polifemo rappresenta la paura dell’ignoto, di ciò che non conosciamo e di ciò che verrà. Dall’altra parte invece, Atena, a cui Odisseo dà il volto della ragazza uccisa quella notte, è proprio la rappresentazione di questi sensi di colpa e della sua coscienza, che trova pace nel momento di riconciliazione con la moglie. Credo che si tratti di un film perfetto proprio grazie al finale: questo viaggio di redenzione che termina con il ritorno a Itaca e la strage dei proci è l’atto di catarsi di Odisseo, che uccide coloro che rappresentano perfettamente il “sè stesso” che il protagonista si lascia alle spalle.


