The Player
The Criterion Challenge 2026
(1990s)
La satira definitiva sul mondo di Hollywood non poteva che essere firmata dal genio di Robert Altman. Una pellicola feroce e lucidissima che, già nel ’92, metteva a nudo un sistema ossessionato da formule, incassi e lieti fine costruiti a tavolino, anticipando in modo quasi inquietante l’industria di oggi. A maggior ragione visto oggi, The Player risulta a dir poco profetico.
Il piano sequenza di otto minuti che apre il film non è un semplice vezzo formale, bensì una dichiarazione di intenti: il regista originario del Missouri ci fornisce subito gli strumenti per tuffarci a pieno nel mondo metacinematografico che sta mettendo in scena.
Come spesso accade nella sua filmografia, la coralità e la ridefinizione dei generi la fanno da padrone: si passa dalla commedia nera al romance, fino al noir (in alcuni momenti quasi lynchiano), il tutto incorniciato nel metacinema più puro.
Meritano una menzione la grande performance di Tim Robbins (premiato a Cannes come miglior attore, premio che si aggiunge alla miglior regia vinta da Altman) e quella della semplicemente magnetica Greta Scacchi, perfetta rivisitazione altmaniana della dark lady/femme fatale.
Il twist finale è la ciliegina sulla torta. Capolavoro.
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