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The Virgin Suicides
Guardo tutta la filmografia di Coppola (Sofia) prima del padrino come atto politico Ep 2
Forse avrei dovuto iniziare da questo film essendo il suo debutto, ma sono contento di non averlo fatto perché avrebbe settato un’asticella troppo alta.
Quattro ragazzini che sbavano e fantasticano sulla vita misteriosa di quattro giovani donne bellissime e biondissime? Io? In entrambe le direzioni.
La cosa che più mi ha colpito della pellicola è proprio il modo in cui è stato riportato lo sguardo maschile: idolatrante, sognante, estremamente romaticizzato quasi estraniante se posto su un gruppo di ragazzini in età pre-puberale. Invece la sessualizzazione sembra essere del tutto assente nella narrazione dei maschietti, i quali guardano alle sorelle come entità sovrumane, celesti, e le romanticizzano nel senso più puro del termine, sovvertendo lo stereotipo della ragazzina innamorata.
Ho molto apprezzato la narrazione del femminile e come questo venga pian piano fatto scoprire allo spettatore tramite l’occhio curioso dei ragazzini, senza mai essere del tutto svelato, anzi, rimanendo il mistero principale attorno a cui ruota la narrazione.
Una sorta di scoperta di sé stessi ma visto dall’esterno: uno scoprire l’altro mentre scopre sé stesso, con tutti i dubbi e le ombre e i chiaroscuri annessi.
Unica nota negativa la caratterizzazione delle sorelle che finiscono per essere solamente “le sorelle di Lux” che alla fine dei conti è l’unica con un ruolo attivo e dinamico.
Narrazione della noia delle persone bianche e del finto malessere che le accompagna? Magari sì, ma non per questo meno meritevole di essere raccontata.
Mi confermo grande fan delle inquadrature e soprattutto della palette di colori scelta. Non so cos’abbia Sofia con le inquadrature fisse sulle case dall’esterno ma a quanto pare funzionano.
“Obviously doctor you’ve never been a 13 years old girl”
#coppola



