Cure
Un film che fa gelare il sangue, che rende la tua mente un tutt'uno con esso, trascinandoti inevitabilmente in quel vortice di paranoia di cui sono vittima i protagonisti. L'opera si apre come un normale thriller poliziesco che, nel suo sviluppo, si rivelerà essere un'esplorazione dell'Io e della coscienza umana, interrogandosi su quanto quest'ultima sia in realtà ampiamente plasmata dai costrutti della società. La messa in scena è sbalorditiva per composizione del quadro e montaggio, e grazie a piccoli spostamenti di personaggi, lenti movimenti di macchina e un montaggio leggero ma al tempo stesso tagliente, Kurosawa riesce perfettamente a dirigere la mente dello spettatore verso ciò che lui vuole trasmettere. Un capolavoro che nella parte finale strizza l'occhio all'horror senza mai entrarvici e andrebbe visto da chiunque ami quelle opere che si servono del genere per fornire spunti di riflessione sulla realtà, ma anche sulla propria identità
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