The Terrace
La terrazza è un film che descrive una generazione ormai incapace di sognare e cercare un cambiamento, costretta a confrontarsi con i propri fallimenti, sia personali che collettivi. Il film ruota attorno alla figura centrale della terrazza, l’unico elemento costante del film, dove i protagonisti (principalmente intellettuali maschi di sinistra) si trovano intrappolati incapaci di cambiare le loro vite.
Essi non fanno altro che confrontarsi, nascondendosi dietro le maschere delle loro carriere e dei loro insuccessi, sono ancorati al passato e sole le donne sembra siano riuscite ad andare avanti.
nessuno dei personaggi trova riscatto, anzi alla fine del film tutti risulteranno sconfitti.
Uno degli elementi chiave del film è rappresentato dai dialoghi:anche se i personaggi sono fisicamente vicini e legati da un’amicizia di lunga data la loro capacità di comunicare è del tutto assente. Le loro conversazioni risultano vacue, inconcludenti, cariche di incomprensioni e incapaci di trovare un punto di incontro. Il risultato è una profonda sensazione di isolamento collettivo.
A contrastare i dialoghi veloci e frenetici dei vecchi, c’è la scena finale. In questa, attraverso una carrellata molto lenta, assistiamo (senza Sentire) al dialogo più lungo del film, tra due giovani. Questo momento sembra suggerire un messaggio di speranza da parte di Scola: la possibilità dei giovani di imparare a comunicare, andando contro alla tendenza dei più anziani a crogiolarsi nei propri fallimenti e nella loro vanità e a mettere in secondo piano l’altro.
Un altro elemento rilevante è la struttura narrativa. Il film non segue un arco tradizionale che va da un punto A a un punto B. Al contrario, la narrazione ritorna continuamente al punto di partenza attraverso varie diramazioni, sviluppandosi non attraverso archi narrativi, ma attraverso le interazioni dei personaggi.
Poi si dovrebbe anche analizzare di come scola descrive la crisi degli intellettuali di sinistra negli anni 80, ma non so una sega di questo ed è uscito il capitolo di “the fragrant flower blooms with dignity” addio.