Lost Highway
"I like to remember things on my own way."
Sono molto grato di aver potuto ammirare quest'opera cinematografica nel luogo per cui è nata, il cinema appunto. Ciò ha notevolmente inciso sul mio giudizio.
Tecnicamente eccelso: straordinaria colonna sonora, grazie al maestoso Badalmenti, e fotografia sopraffina, inquadrature e luci azzeccatissime.
Ho ideato un'interpretazione definibile come razionale e adeguata, anche se non è questo lo scopo del film di Lynch. Il suo cinema è volutamente surreale e, talvolta, i dialoghi sono incompressibili, ma sta proprio in questo il suo punto forza: non è fondamentale il significato proprio delle scene, ma piuttosto ciò che trasmettono e le riflessioni personali a cui possono portare.
L'intera vicenda, ai miei occhi, non è altro che il sogno/immaginazione di un uomo, Fred, condannato a morte. I suoi ricordi si mischiano con la realtà in un turbinio di personaggi eccentrici e, appunto, onirici. Pete non è altro che il protagonista stesso, il quale si rappresenta nel suo opposto (passionale amante), e 'l'uomo misterioso' (esteticamente simile alla 'morte' di Il settimo sigillo) è una parte del suo inconscio, il suo lato malvagio e brutale (aspetto che ricorda Bob di Twin Peaks). Inizialmente a richiamare il collegamento tra le due differenti storie sono piccoli dettagli, come ad esempio la musica di Fred alla radio che disturba Pete perché gli ricorda la 'realtà', cioè quella di Fred. La frammentata narrazione si conclude in un loop, come appunto perdersi in un autostrada di cui non si vede la fine; scena esplicitamente rappresentata nel finale, ma anche all'inizio della pellicola.
In sintesi, la storia 'reale' narra del tradimento della moglie e della vendetta del marito, nei confronti sia di lei sia dell'amante.
"Dick Laurent is dead."
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