Dogville
fuori di testa, assistiamo ad un sovvertimento dell etica in modo brutale e straziante. vediamo come le persone si mostrano buone fin quando non gli viene data la possibilità di peccare.
assistiamo anche al percorso psicologico di una vittima che non solo incolpa se stessa per ciò che gli viene fatto ma giustifica anche il suo oppressore facendoci, non dico cambiare idea, ma facendoci riformulare cosa è veramente il male per noi, quando è possibile giustificarlo e quando no. io non dico che abbia cambiato i miei pensieri sull argomento ma sicuramente mi ha fatto porre degli interrogativi e più attenzione sulla sottile linea che divide bene e male.
il tutto contornato da una scenografia assente, molto teatrale, che accentua lo sconcerto e il turbamento di una storia surreale, ai limiti dell immaginazione.
vediamo un Lars Von Trier che come al solito ha provato a stupirci, indignarci e rabbrividirci e ci è riuscito al 100%, portando in questo film alcune delle sue tematiche ricorrenti come quella della natura (primitiva) umana, etica e sessualità.
sicuramente tra i miei film preferiti, al pari di Nynmphomaniac