Hoard
un film veramente interessante e particolare a livello di storia, di sicuro non lo dimenticherò in fretta.
mi piace il fatto che sia riuscito a descrivere come il modo in cui cresciamo influenzi la nostra percezione della vita.
io infatti all’inzio del film ho provato pena per quella bambina, ma poi quella sensazione è mutata diventano confusione, non capivo come lei potesse non provare rabbia nei confronti di chi non le aveva dato la possibilità di crescere in modo “normale”.
e in realtà è comprensibile che lei non provasse rabbia perchè quel modo di vivere era l’unico che conosceva, e l’unico che di conseguenza poteva ritenere giusto.
se quando sei piccolo ti viene insegnato un modo di amare, di vivere e di comportarsi allora sarà difficile metterlo in dubbio quando sarai grande, soprattutto se da quel modo di amare non ti sei mai particolarmente sentito ferito.
trovo davvero interessante anche come è stata descritta la malattia mentale, maria stava bene, aveva una vita che possiamo definire “normale”(metto tra virgolette perchè è un concetto del tutto discutibile) ma è bastato poco per far scattare qualcosa nella sua testa, per far sì che tutto cambiasse.
inoltre c’è questa sensazione di disgusto che creano le scene che fa percepire ancora di più quanto il tutto sia malato.
è un film che mi ha davvero colpito anche a livello fotografico.