


Nel complesso non è un brutto film, mi è piaciuto molto quanto colpiscano certe scene. L’effetto visivo è incredibile ma, avendo letto il libro penso che non sia un buon adattamento. Mancano molte scene, normalissimo quando si passa da libro a film, il problema è che la loro assenza fa passare un messaggio completamente diverso. No il protagonista non cerca il profumo della leggenda, semplicemente ha paura quando si rende conto di non avere odore (motivo per cui nessuno l’ha mai voluto, ma questo non lo può sapere chi non ha letto il libro e non sa che pure la balia lo ha allontanato perché non profumava di latte come solitamente fanno i bambini), per lui che vede il mondo con il naso significava non avere un’aura, un’anima, insomma non esistere. Si rende conto di non avere un’identità e così cerca di creare il profumo dell’ uomo, per essere visto e amato. Già il significato qui sarebbe molto diverso, ma la scena finale è quella che cambia tutto: non è triste per la sua prima vittima, non prova rimorso, non vorrebbe essere qualcosa che non è. Non gli interessa di niente, capisce che non è interessato ad essere visto e amato dalle persone, perché lui le odia, loro non capiscono il suo talento e non gliene frega niente del mondo. Per questo si fa uccidere. Nel film hanno cercato di far empatizzare lo spettatore, a partire dalla bellezza del protagonista, perché come puoi “difendere” o capire qualcuno che non è di bell’aspetto? Hanno cercato di dare al personaggio un’umanita che non mostrava, nemmeno nella necessità di essere amato. In fin dei conti io nel libro non ci vedo nessuna morale, nessun messaggio e, forse, è il suo fascino raccontare semplicemente la storia di un mostro attraverso gli odori, rappresentando una Parigi disgustosa e sporca. Fatto sta che nel film un messaggio traspare: l’umanità nascosta, il rimpianto. Cose che non hanno spazio nel nichilismo del romanzo.

