Dracula
Dracula: A Love Tale mi è piaciuto moltissimo.
Amo da sempre la storia di Dracula: ho visto il primo Nosferatu – Il vampiro di Murnau, il meta-film successivo e naturalmente quello di Coppola, a cui questo ultimo film si ispira apertamente.
C’è qualcosa di eterno e struggente nella figura di Dracula, un personaggio che per quattro secoli cerca disperatamente la sua amata, riconoscendola in volti e anime diverse, sperando ogni volta di ritrovarla davvero. Un vampiro con la sete di amore più che di sangue — e che alla fine viene distrutto proprio da quel sentimento che lo ha tenuto in vita.
L’atmosfera gotica è perfetta: costumi raffinati, fotografia pazzesca, musica che accompagna ogni scena con intensità. Tutto contribuisce a creare un senso di nostalgia, quasi come se quelle emozioni, quei luoghi e quei sentimenti mancassero anche a noi spettatori.
E poi c’è la scena finale, forse la più potente di tutte: l’amore che sopravvive alla morte, ma che trova la sua vera grandezza solo nel momento in cui riesce a lasciar andare.
In fondo, credo che tutte abbiamo sognato almeno una volta di incontrare un “Dracula” nella nostra vita — qualcuno che ci ami con la stessa passione assoluta, anche se destinata a consumarsi.