Big Fish
meraviglioso. un film che ci ricorda, attraverso una toccante storia tra un padre e un figlio, che la bellezza della vita dipende dal modo in cui scegliamo di viverla.
si contrappongono due visioni del mondo: da una parte il genitore sognatore, che ingigantisce ogni racconto trasformandolo in qualcosa di magico e surreale; dall’altra il figlio nichilista, che cerca ostinatamente la verità, rifiutando ogni esagerazione. ma è proprio qui che sta la differenza: il padre riesce a colorare la propria esistenza, a renderla più luminosa e ricca di senso, tanto che perfino in punto di morte affronta tutto con il sorriso. ul figlio, invece, passa gran parte della vita a cercare di distinguere la realtà dalla fantasia, senza comprendere che ciò che conta davvero non è la verità oggettiva, ma la capacità di lasciarsi andare e di vivere con meraviglia.
il finale è da brividi: le storie del padre sembrano prendere davvero vita, quando tutti i personaggi dei suoi racconti compaiono al funerale, felici di ricordare un uomo che non si è mai arreso alle difficoltà, ma ha saputo trasformarle in motivi per andare avanti.
alcune scene rimangono impresse: il campo di fiori gialli, il momento in cui il tempo si ferma al circo, la vasca da bagno.
bug fish ci insegna che siamo noi stessi che decidiamo come vivere la nostra vita, in base a come rispondiamo a ciò che essa ci offre