The Neon Demon
bellissimo. uno dei film con la fotografia più folgorante che abbia mai visto, che a tratti mi ha ricordato quella di suspiria di dario argento. con the neon demon, refn mette in scena un grande horror che critica il mondo della moda, in cui ogni personaggio incarna un aspetto diverso.
la protagonista, jesse, rappresenta una femminilità pura: una purezza che però viene progressivamente contaminata dalle persone che la circondano. è una giovane vergine, dotata di una bellezza fuori dal comune e completamente naturale.
ruby incarna invece l’ossessione. rimane colpita dall’incredibile bellezza di jesse, ma non si limita ad ammirarla: la desidera sempre di più, fino a scivolare in atti sempre più disturbanti, come un tentato stupro e un rapporto necrofilo in cui immagina di essere con la ragazza.
gigi e sarah rappresentano l’invidia e la spasmodica ricerca della perfezione estetica, pur consapevoli di non poterla raggiungere. a differenza di jesse, hanno fatto ricorso alla chirurgia estetica e la loro bellezza non è naturale. cercano subito di metterla in cattiva luce, accusandola di essere andata a letto con qualcuno per arrivare dove si trova. la loro invidia, unita all’ossessione di ruby, si trasforma infine in atti di violenza: uccideranno jesse per poi divorarla e lavarsi con il suo sangue, come se fosse un macabro rito purificatorio.
se sarah rimane impassibile dopo questo gesto, gigi invece si rende conto di ciò che ha fatto. in una scena davvero sconvolgente, sente di dover espellere jesse dal proprio corpo, come se la ragazza volesse letteralmente uscirne: dopo aver vomitato un occhio della vittima, si toglie definitivamente la vita.
infine c’è dean, che potrebbe rappresentare una forma di amore sincero, anche se non pienamente corrisposto.
refn realizza così un vero capolavoro, che non ha bisogno di troppi giri di parole per raccontare la crudezza di un mondo governato dall’invidia e dalla consapevolezza che l’arrivo di qualcuno di nuovo potrebbe improvvisamente mandarti nel dimenticatoio.