Ran
Kurosawa era praticamente cieco quando ha diretto questo film, e il mio commento potrebbe finire qui.
L'assedio al terzo castello è ineffabile, tutte le parole di questo mondo non basterebbero per descriverlo.
È la prima volta che vedo un film di Kurosawa non in bianco e nero, devo dire che l'utilizzo dei colori è magistrale: il cielo tempestoso, il fuoco degli incendi, i drappi degli eserciti, le armature dei soldati, i vestiti dei 3 figli, il sangue che dipinge bianche pareti e grigi paesaggi di morte, l'erba verde bagnata dalla pioggia, la pazzia che si manifesta come pallore...
La pellicola è molto particolare, si distingue dalle altre che ho visto, molte scene mi hanno dato un'impressione teatrale con dialoghi altisonanti e inquadrature fisse, queste si alternano alle più dinamiche e caotiche sequenze di guerra.
La lunghezza di 2 ore e 40 si è fatta sentire, tuttavia le scene "colossal" compensano la staticità presente per metà film. Troppo bello vedere tutti quei cavalli muoversi assieme, assecondando i guerrieri nelle più belliche coreografie.
Consigliatissimo a tutti, è presente su Mubi.
Di seguito lascio il mio dialogo preferito, non negatevi la possibilità di scoprirlo con la visione, non leggete oltre se non avete ancora visto il film.
- Kyoami:
Non ci sono dunque né Dei né Buddha?
Se esistete, fate qualcosa!
Voi, malvagi, vi annoiate lassù, da ucciderci per gioco?
Vi diverte vederci piangere?
- Tango:
Basta! Non bestemmiare!
Sono loro che piangono! Della stupidità degli uomini che credono di sopravvivere perpetuando all'infinito l'assassinio, non sono colpevoli!
Non piangere! Così va il mondo.
Gli uomini cercano il dolore, le pene piuttosto che la pace.
Vedi, nel castello, si battono per il dolore, si compiacciono ad uccidere.