Nuremberg
Il film migliore del 2025 arriva a dicembre come uno stupendo regalo di natale. Il film affronta un argomento pesante e complesso, tuttavia non risulta mai noioso. L'obiettivo del processo di Norimberga era dimostrare che in guerra non esistono angeli e demoni, ma uomini che in quanto tali possono essere processati per le loro azioni secondo delle leggi riconosciute internazionalmente e il film riesce perfettamente a raggiungere questo stesso scopo.
I capi di stato nazisti sono rappresentati come esseri umani, con le loro personalità, le loro forze e le loro debolezze, per questo è possibile arrivare ad empatizzare con loro e addirittura provare pietà nei loro confronti, così come succede al colonnello con origini ebree. Il primo passo per riconoscere e scongiurare gli orrori del nazismo è ricordarsi che questi sono stati perpetrati da persone e non da mostri mitologici, e quale miglior modo per farlo se non dal punto di vista di uno psichiatra che ne analizza i comportamenti.
Rami Malek si cala perfettamente in un ruolo più che complesso, quello di un dottore che sembra conoscere i suoi pazienti meglio di se stesso e che ci si interfaccia come pari, consapevole dei loro crimini ma senza lasciare che siano questi a definire le personalità che incontra.
Russel Crowe torna agli antichi fasti con un ruolo più maturo ma pur sempre orgoglioso e con il tipico pragmatismo di un militare.
La critica all'amministrazione Trump e all'ascesa degli estremismi di destra in europa è tutt'altro che velata e ci ricorda che i nazisti di oggi non hanno più la svastica appuntata sul petto ma giacca e cravatta, chissà perché il film non ha ricevuto una grande accoglienza in patria né particolari riconoscimenti nei vari festival del cinema...
Il destino comune dei due "amici" risulta ironico e pone ancora una volta sullo stesso piano l'americano e il tedesco, il vincitore e lo sconfitto, il dottore e il paziente, un uomo con un altro uomo.