Amélie
non puoi parlarmi di così tante cose così bene in 2 ore con in estetica da prime anderson e in ironia al punto giusto.
a mio parere uno dei film che meglio rappresenta la sindrome di asperger/autismo senza renderlo la parte principale del film, ma allo stesso tempo riuscendo ad integrare il disturbo perfettamente all’interno della pellicola.
Ci sono altre mille cose su cui si può parlare di questo film ma quello che mi ha colpito sorprendentemente è il modo in cui viene trattato il processo di innamoramento di amelie, verso una persona che non conosce e con cui non ha modo di interagire, se non tramite un colpo di fortuna. da ciò si aggancia al tema principale quasi a sincronizzarcisi, parlando del carpe diem e del non stare troppo a pensarci sopra ma di farlo e superare l’enorme muro della paura e dell’imbarazzo