

Grandissimo film, vinterberg prova a seguire il più possibile il manifesto del dogma 95 e il risultato è grandioso. L’uso della cinepresa a mano da una vibes di quasi amatoriale stupenda e che ha sicuramente stimolato il regista per scegliere inquadrature originali senza avere molti mezzi. Plot twist che mi ha fatto gelare il sangue lasciandomi a bocca aperta. Il film riesce a mettere fortemente a disagio lo spettatore, poi approfondisce i tanti i personaggi in maniera splendida e con dei dialoghi da paura. L’unica cosa che non mi ha fatto impazzire sono stati i tanti stacchi di montaggio ma dopo la prima mezz’ora diminuiscono. Ottime anche la recitazione di molti. Il lavoro fatto con la luce considerando il divieto di usare sistemi di illuminazione esterni è assurdo e ancor di più pensare che la scenografia è composta solo da oggetti originariamente presenti in quelle stanze. Hit.

Bellissimo documentario, prima volta che vedo herzog all’opera in questo campo. La sua grandezza si conferma, ma in questo caso i complimenti per le riprese non vanno fate a lui, ma al protagonista, nonostante l’attrezzatura non di primo livello mette in scena dei campi larghi e dei colori meravigliosi, chiaramente aiutato dalla natura che lo circonda, a volta quando si allontanava dalla camera e rimaneva solo il paesaggio mi ha ricordato Tarkovsky. Le sue riprese più che un classico documentario su degli animali sembra più un racconto intimo su questi, molto bello anche il suo rapporto con le volpi. Herzog invece fa un grande lavoro col montaggio e la narrazione, esaltando la contrapposizione tra le loro posizioni. Infine mi ha fatto ridere la frecciata a kinski comparato allo sclero di timothy…

Mi aspettavo di meglio. Ne ho sentito parlare spesso come il migliore di Scorsese, ma non posso essere d’accordo. Per carità parliamo comunque di un buon film con delle belle interpretazioni e quasi inattaccabile sul lato tecnico, ma la storia mi è parsa sentita 100 volte, è anche raccontata bene ma non mi ha mai preso veramente, i personaggi li ho trovati abbastanza medi tranne quello di joe pesci che è il mio preferito, per il resto appunto ho percepito tutto nella media.

Grande cinema. Film di guerra ma che nel primo atto ha 40 di silenzi nella giungla senza un colpo di pistola. Malick mette in scena dei colori mozzafiato, riesce a fare inquadrature ferme sul paesaggio che mi hanno ricordato Tarkovsky e Bergman per poi spezzare con piani sequenza tra l’erba alta molto dinamici. Ci sono una marea di personaggi ognuno con la sua personale guerra, enunciata da un voice over personale che non scade mai nella retorica spicciola. Questi abbondare di personaggi fa sì che non ci sia un vero protagonista, tutta la compagnia è protagonista insieme all’umanita. Realismo spietato accompagnato da dialoghi altrettanto verosimili che lo rendono uno dei migliori film del genere che abbia mai visto.