Two Days, One Night
Non importa che la protagonista ottenga o meno il lavoro alla fine del film: quello che conta davvero, in questo viaggio nella realtà di un tessuto sociale lavorativo, è che Sandra non si senta più un nessuno qualunque di fronte agli altri. La sua insicurezza deriva proprio dal presupposto di non contare nulla nella mente degli altri, figuriamoci più dei soldi.
Durante tutti gli incontri si accorge però che c’è chi è disposto a mettere da parte le proprie difficoltà, sempre diverse, e a riconoscerla come persona piuttosto che come ostacolo.
Marion Cotillard tira fuori in questo senso un’interpretazione straziante nei piccoli dettagli che mostrano veramente quanto la protagonista si senta in colpa nel ripetere quella frase a tutti i colleghi e quanto sia sollevata dal riceverne supporto. Nel finale, quando abbraccia tutti uno ad uno, Sandra acquisisce infine una nuova consapevolezza e una nuova forza, la stessa con cui rifiuta la terribile proposta del direttore e ricomincia a vivere.