Perfect Blue
Perfect Blue mostra come nell’animazione possa essere inserito anche l’horror in particolare quello psicologico.
cio che mi ha colpito di più è la rappresentazione della psicosi di mima: attraverso scene che si ripetono e giorni di cui non capiamo se siano gli stessi o meno sembra di impazzire con lei. siamo consapevoli che mima stia vivendo un evidente dissociamento dalla realtà, ma allo stesso tempo noi stessi non siamo in grado di distinguere ciò che è reale da cio che è frutto delle sue allucinazioni.
la critica al mondo dello spettacolo non può essere separata dallo stato mentale di mima, perché ne rappresenta il ruolo principale.
è un mondo in cui si viene criticati a prescindere dalle azioni che si compiono, fino a entrare in un vero e proprio ciclo di irrealtà. per questo il film può sembrare distante da chi non vive il mondo dello spettacolo, ma il tema del dissociamento può colpire chiunque, considerando che anche noi siamo sottoposti alle continue critiche della societa.
l’avventura psicotica di mima inizia proprio nel momento in cui rumi la aiuta ad accendere il computer, dandole accesso a un mondo che porterà a un epilogo tragico, qui mima si interfaccia con una versione di se ancora più pura, quella voluta dai fan.
da qui il film mostra l’evoluzione di due dissociamenti diversi, quello di mima e quello di rumi.
mima subisce un dissociamento causato dagli altri, dalle aspettative e dal funzionamento reale del mondo dello spettacolo. quello di rumi invece, nasce da un’ossessione: l’immagine da idol che non può più avere. questo mostra come l’industria mastichi le idol e, più in generale gli idoli, per poi scartarli quando non rientrano più negli standard.
nel corso del film assistiamo all’alternarsi tra una rumi reale e le allucinazioni di mima, che aumentano ulteriormente la confusione e contribuiscono a creare quel vortice di irrealtà che caratterizza tutta la narrazione.
entrambe le figure sono disturbanti perché legate alla perdita di identità, ma rumi genera una paura maggiore. mima, nonostante tutto, riesce a dimostrarsi più forte di quanto sembri e arriva a un finale tranquillo, mostrando di essere realmente una ragazza pura, al contrario di ciò che si potrebbe pensare. rumi invece ci mostra la perdita effettiva dell’identità e rappresenta un dissociamento più profondo: vive attraverso le vite degli altri, senza riuscire più a rialzarsi. questo si riflette nel suo finale che la vede rinchiusa in un ospedale psichiatrico.
Il finale del film ci risulta rassicurante, sia per mima finalmente libera dalle critiche, sia per noi spettatori, che abbiamo bisogno di una conferma dopo essere stati confusi per tutto lo sviluppo. tuttavia, rimane la sensazione di non sapere con precisione cosa sia realmente accaduto è a rimanerci chiaro è solo il finale. dimostrando come Perfect Blue giochi con noi fino alla fine.