Se7en
per me è stato un film davvero bello e coinvolgente, che tutti dovrebbero vedere almeno una volta e che raccomando fortemente.
per quanto possa aver odiato john doe, la sua idea disturbata non è del tutto sbagliata se considerata come il prodotto di una mente distorta: secondo il suo pensiero malato e iper-religioso, chi compie peccati non meriterebbe di continuare a vivere. questa visione, però, viene applicata a scenari estremi e non sempre coerenti, anche se effettivamente nasce dalla normalizzazione di certi comportamenti che il film mette in discussione.
lo sviluppo narrativo è molto coinvolgente dall’inizio alla fine e punta costantemente sul confronto tra due personalità opposte: quella del detective david mills, impulsivo e guidato dall’emotività, e il detective somerset , razionale, cauto e riflessivo. Il loro modo diverso di affrontare i casi accompagna tutto lo svolgimento del film e contribuisce a costruire la tensione.
In alcuni momenti l’impulsività di Mills sembra poter essere utile, ma è proprio questa caratteristica a condurre al finale tragico cioe all’iconica scena del “what’s in the box?” che rappresenta il punto massimo di questo conflitto: l’incapacità di controllare le emozioni porta mills a compiere l’atto che completa il piano di john doe, mentre somerset, simbolo della logica e della lucidità, tenta disperatamente di fermarlo.
plot twist che anche se può sembrare prevedibile funziona bene e completa un cerchio rendendo Se7en iconico.