

Credo che potremmo passare una vita a parlare della criminalità organizzata, di quanto gli abitanti delle periferie siano abbandonati a loro stessi e del fascino che i soldi esercitano su dei giovani affamati di riscatto e rispetto, senza poi mai arrivare a una reale conclusione. Saviano in primis e Garrone con questa trasposizione in seguito delineano in modo completo (anche se a volte un po' scollegato) la vita delle vittime della mafia mostrandone moventi e ripercussioni subite con un'altissima dose di realismo espressa attraverso tagli repentini, movimenti di camera sporchi e una recitazione complessiva ai limiti dell'impercettibile per quanto azzeccata e spontanea. Tuttavia, il film non é né scorrevole né piacevole in alcuna dimensione: con tutta probabilità questa é una scelta stilistica tramite la quale il regista vuole privare la criminalità di qualsiasi tipo di attrattiva, però da spettatrice l'ho trovato interminabile (complice forse anche la quasi totale assenza di una colonna sonora). In ogni caso non é per questa caratteristica che il film diventa brutto, perché é a tutti gli effetti un film importante che dovrebbe essere molto più radicato nella nostra cultura e coscienza.

capitalism will make you believe that working in a paper factory is the best thing in the world and then accept you in this magnificent working land only if you show your determination by murdering other poor and miserable workers

so Todd Philips basically copied Scorsese

*Amarcord *é una sensazione, il ricordo sfumato e disordinato di un'età idealizzata, caratterizzata da una leggerezza consumata dall'incombenza del totalitarismo e della morte. ogni personaggio compone il quadro dell'Italia provinciale in modo stereotipato ma profondamente dolce: la tabaccaia, la femme fatale, il matto e lo scroccone plasmano la quotidianità del protagonista, così come quella di ognuno di noi. Fellini dimostra che l'emozione non necessita di una vera coerenza, ma che essa é alla base della bellezza e della vita.