Devs
Devs è qualcosa che ti cambia la vita o ti lascia completamente fermo e apatico sul tuo modo di percepire la realtà. In ogni caso ti segna radicalmente, rivoluzionando la concezione di narrativa fantascientifica sporcandosi le mani in mezzo al vasto fango cosmico della fisica quantistica e delle varie filosofie esistenziali, legate saldamente da riflessioni sul determinismo e la scelta. Scelta è una parola chiave, una parola scontata su cui la miniserie costruisce un intero climax narrativo che esplode in una delle risoluzioni più sconvolgenti e gratificanti che abbia mai visto in opere del genere. Tralasciando la presentazione tecnica, che è ovviamente eccellente e non sfigurerebbe se messa assieme a quella dei due outing cinematografici del regista, ma la rivoluzione sta nel livello concettuale si affrontano questioni che nella cultura mainstream sono state meramente accennate o utilizzate (sapientemente) come sfondi di storie pop al servizio del pubblico. Qui Alex Garland, come una figura pericolosamente simile a quella di un profeta, dove mette il suo talento a servizio di uno script da trasmettere e tramandare come una sacra scrittura dell’intrattenimento. E mi rendo perfettamente conto della natura vaga e vaneggiante dei miei altissimi elogi, ma una volta vista, una volta presa la coscienza e la conoscenza di cosa realmente sia Devs , la si osserverà con altri occhi ed un’altra mente.