Angel's Egg
Immagina che tutta questa storia non sia altro che il sogno di quel piccolo uccellino che non può nascere perché bloccato dai rami:
In questo suo sogno esso si sdoppia nella bambina, (e visivamente abbiamo un indizio nei primi 5 minuti di pellicola quando Mamoru ci mostra che la nostra perde delle piume correndo) che simboleggia appunto la purezza di non entità ancora non nata.
Questa visione con questa interpretazione ha un pessimismo micidiale:
L’uomo é talmente marcio già nella sua “idea platonica” che il sogno di questo piccolo e tenero uccellino/angelo si trasforma in un vero e proprio incubo dove tutto ciò che rimane é un mondo post-apocalittico dove quello che rimane sono solo carri armati e dei soldi di pietra che danno alla caccia a qualcosa che non esiste; la parte più terribile é che lo stesso uccellino é accecato da questo male intrinseco nell’uomo che esso stesso si vede come quell’angelo terribile con le ali enormi e la faccia a teschio ed inserisce così inconsciamente il soldato per fargli fare un “suicidio preventivo”, ovvero forse l’unica forma di purezza che può esistere nel mondo: non nascere proprio (perché anche la stessa bambina purtroppo, per quanto sembri pura, nasconde dietro questa ossessione per l’uovo un vero e proprio dogmatismo che le impedisce di vedere l’orrore dietro (o meglio dentro) la creatura che lei stessa sta cercando di portare alla luce).
Immaginiamoci ora che tutta questa storia sia invece il sogno del nostro soldato, l’unico superstite in un mondo (che possiamo vedere come il mondo dopo la (purtroppo le…) bombe atomiche) schiavo dello guerra.
Il nostro quindi ha questo sogno/allucinazione di questa bambina, che rappresenta la purezza che la guerra gli ha spazzato via da lui, e questo uovo che rappresenta la speranza di una nuova vita, e lui prova in tutti i modi a proteggerli fino a quando non si rende conto che questa nuova vita non sarebbe nient’altro che la stessa dominata dal male e la guerra, e decide quindi di porre fine a questo suo sogno, riportandolo a quella malinconia e solitudine in mezzo a questa enorme spiaggia.
Immaginiamoci ora che la storia non la viviamo dal punto di vista dei protagonisti, ma da un occhio, quello di Dio, quella grande navicella che vediamo solo all’inzio e alla fine della pellicola. Siamo nei panni di un Dio che tutto vede ma che non partecipa della stessa vita che lui stesso ha creato, ma la giudica e si rende conto che l’umanità non é nient’altro che uomini di pietra che fanno una guerra contro pesci che non esistono, città distrutte dove ci sono solo carri armati e dove pure l’unica fonte di purezza (ovvero la bambina) viene corrotta dal diavolo/demone (mi permetto di chiamarlo così) che sta dentro l’uovo (uovo che diventerebbe la mela di Adamo ed Eva); in questa narrazione il nostro soldato rappresenterebbe simbolicamente Cristo, non a caso la sua arma é a forma di croce.
Quindi l’unica cosa che può fare questo occhio é riprendersi quella stessa vita che lui aveva creato.
Immaginiamo ora una terza via, che il soldato non ha proposto alla bambina nel lungo monologo nel finale: lui dice che la colomba o si é posata e non é mai più tornata oppure che non ha mai trovato una terra su cui posarsi ed é stata quindi risucchiata da questo oceano. Esiste però un’altra più terribile visione: ma se la colomba avesse effettivamente trovato la terra, avesse cercato per anni l’arca sperduta in questo infinito blu, ma arrivata all’arca l’ha trovata capovolta? Possiamo credere che questo uccello non sia nient’altro che la colomba (o magari il suo uovo appunto) che come ultimo pensiero sogna, unendo i suoi ricordi con l’essere umano.
Questa visione spiegherebbe anche perché il sotto (non ho idea di come si chiami) dell’arca sia “infestato” da vegetazione, perché quello stesso ramoscello potrebbe essere sbocciato nella foresta e appunto in quell’albero che tiene schiavo l’uccello all’interno del suo stesso uovo.
Ci sono un’infinità di altre interpretazioni che questa pellicola (la mia preferita in assoluto) mi offre e che mi piacerebbe esporre, ma comprendo che ho già rotto me balle abbastanza e poi la parte più bella é il confronto di interpretazioni, quindi solo un’esposizione e basta diventa noioso perché non ho nessuno che mi possa dire: “ma che cazzo stai dicendo” “ti sei drogato più di Oshii stesso” oppure (cosa che preferisco) dirmi la sua personale interpretazione magari partendo anche da una di queste (anche perché questa pellicola non va vista come un compartimento stagno dove una sola interpretazione può essere vera, a me piace pensare che sia al tempo stesso tutte queste 4 (più altre che ho io ma che sono esageratamente malate e passerei per pazzo gratuitamente, non che non lo sia) che si intrecciano insieme in quella che secondo me é la pellicola più bella su cui i miei occhi abbiano mai posato lo sguardo)
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