8½
8 1/2 non si limita a raccontare la crisi del regista Guido ma anche la crisi di Guido come uomo e lo fa senza scrivere il racconto all'interno di una trama, ampliando i confini del film, pur mantendendo un filo logico ben preciso.
Si viene proiettati direttamente nella coscienza, o meglio nell'inconscio di Guido, li' dove la dimensione reale si unisce a quella onirica senza che vi sia una reale linea di destinazione. Qui nasce la densità di personaggi e di emozioni che si trovano nella mente di Guido che non avrebbe mai potuto prendere forma limitandosi alla dimensione reale.
Fellini fa si che Guido metta a nudo la sua anima, ci dona non solo il suo presente e il suo passato ma anche i suoi sogni più segreti e le sue debolezze (come la fantasia proibita di un harem). Le immagini del passato si fanno avanti una dopo l'altra e si sovrappongono reciprocamente (ad esempio Guido vuole truccare Carla come la Saraghina) mettendo in luce le menzogne ma anche le frustrazioni e le paure di Guido, come la paura terribile di aver deluso i suoi genitori e tutte le atre persone che gli hanno voluto bene e alle quali alla fine chiede perdono...E solo dopo che si è liberato di tutte le sue bugie Guido viene investito da un lampo di felicità e può finalmente comprendere appieno la gioia dell'esistenza che si manifesta come un girotondo di anime, il ritorno della gioventù, dell'infanzia, della spensieratezza.