Flow
Flow è una storia che tratta di vita, morte, unione e collaborazione.
Partiamo però dal punto di vista tecnico: lo stile utilizzato è molto efficace, semplice, evocativo e immersivo, con poche pennellate si riesce a far entrare lo spettatore nella storia.
La regia e la fotografia sono curate nei minimi dettagli, scene che valorizzano il paesaggio si alternano a scene che valorizzano il rapporto tra gli animali.
Per quanto riguarda invece la comlonna sonora penso che sia una delle cose più belle di questo film, che considerando che è muto, rappresenta l'unica cosa che lo spettatore sente.
Le cose che mi sono particolarmente piaciute sono il fatto che gli animali non sono antropomorfi, sono letteralmente animali, si comportano come tali e non hanno bisogno di spiegazioni aggiuntive, non sono cattivi in quanto possessori di sentimenti umani, sono guidati dall'istinto (il combattimento tra i due uccelli).
L'ambientazione che non ci dà dei limiti cronologici e spaziali, l'unica cosa che riusciamo a capire è che l'uomo è ormai estinto da un po' di tempo e la Terra è popolata da soli animali.
La storia e i personaggi. La trama è alquanto semplice: arriva un inondazione gigantesca, sommerge la tutta la terra e gli animali sono costretti a trovare un modo per sopravvivere.
Secondo me però c'è un profondo strato di allegoria e simbolismo dietro la trama apparentemente banale.
Prima di tutto la terra che si allaga e poi in un qualche modo riesce a riemergere penso che sia un chiaro simbolo alla rinascita, forse anche di stampo ambientalista. La terra non appena si trova sovrastimolata (come lo è ai gioni nostri) va a provicare dei fenomeni naturali estremi e secondo me un primo messaggio è che, iperbolizzando l'evento con questa enorme inondazione, l'uomo che in quel mondo è già scomparso, potremmo essere noi tra qualche anno.
Superata la visone ambientalista del film si arriva a quella morale: protagonisti sono infatti un gatto, un cane, una gru, un capibara e un lemure (e non dimentichiamoci dela balena/leviatano).
Si tratta di specie completamente diverse che in qualche modo, per riuscire a sopravvivere, deve collaborare. Ecco la parola chiave del film "collaborazione": dal mondo animale si arriva al mondo antropologico lanciando un messaggio di pace e di unione. Dietro ogni personaggio c'è una caratteristica ancora una volta iperbolizzata: il lemure è l'avarizia, il cane è l'estremizzata giocosità e quindi quasi infantilità, il gatto è la solitudine, la gru è la contraddittorietà, il capibara è il collante principale del gruppo, il mediatore.
Il viaggio di questi animali con caratteristiche e caratteri così diversi diventa anche un viaggio di redenzione e amicizia (altro messaggio palese del film): alla fine il gatto accetta i nuovi compagni, il lemure decide di lasciare il tanto affezionato specchio per raggiungere i compagni, il capibara invece che è stato colui che ha deciso di salvarli a accettarli sulla sua barca viene salvato a sua volta dai ritrovati amici, il cane non segue l'altro gruppo di cani dimostrando profonda fedeltà agli amici.
Per quanto riguarda la gru il discorso è diverso: ella è stata ferita mortalmente durante il combattimento con un altro esemplare mentre difendeva il gatto, si trova quindi quasi costretta a entrare nel gruppo. All'interno di tutto il viaggio infatti si dimostra spesso in "scontri" con gli altri animali. Nell'ultima scena in cui la vediamo si trova nel punto più alto di una montagna rocciosa insieme al gatto e in questa scena emozionante entraimo in una dimensione onirica, non reale, forse il reame della morte in cui la gru entra a far parte, mentre il gatto si ritrova a terra. Il viaggio della gru era quindi un viaggio di accettazione per la morte.
Ultimo personaggio di profondo impatto è la balena/leviatano che rappresenta lo spirito della natura, salva il gatto ma sul finale muore ad evidenziare il cerchio prestabilito ma nella scena post credit la vediamo sguazzante tra le acque. Forse è quindi lo spirito della natura che superata la "malattia" è dovuta morire per poi rinascere come nuova.
La scena finale è toccante e riassuntiva: gli animali sono riuniti nelle loro diversità, sono riusciti a collaborare nonostante i problemi, perché non ci dovrebbe riuscire anche l'uomo?
(Capibara sel il mio preferito)