Monsters, Inc.
Beh, che dire, uno dei film migliori dell'"Epoca Sperimentale" della Disney che esce da un periodo più che prosperoso del "Rinascimento".
Un film che, come molti Disney, riesce ad avere una visione dualistica: di bambino e di adulto. È palese la ripresa a Shrek, della Dreamworks, in cui come in questo film si cerca di ribaltare "il cattivo" della storia, rendendolo un personaggio benevolo.
Vista questa storia sotto un occhio più adulto, sorge lampante la malvagità di Waternoose, che da dirigente carismatico della fabbrica si dimostra essere un pazzo. Il simbolismo del capitalismo è ovvio, basti pensare al fatto che i dipendenti della fabbrica vengono giudicati solamente in base alla loro performance. Lo stesso Sulley non è apprezzato perché simpatico o generoso, ma solo in quanto miglior spaventatore. Per non parlare poi del rapporto tra Sulley e Boo, un rapporto di amicizia che va oltre le apparenze, che non si ferma alla prima impressione.
La tecnica utilizzata è quella 3D computerizzata, in cui dopo essere passati su diversi sketch, si realizzavno prima o modelli dei personaggi pee pii passare al volto e alle singole espressioni. È incredibile poi pensare al procedimento per animare il pelo di Sulley, hanno preso come campione una chiazza di pelo e poi attraverso un sistema di software che hanno creato, bastava posizionare quella "chiazza" di pelo sopra Sulley e il resto del pelo si muoveva naturalmente da solo. Per non parlare del character design di Sulley e Mike ma anche di tutti i mostri della fabbrica e dei cattivi della storia.
Fun Fuct: Lasseter stimava come un maestro Myazaki (padre dei capolavori Ghibli), tanto da sviluppare il personaggio di Sulley e Boo, in un rapporto simili tra Totoro e Mei.
(Era doveroso quindi fare un rewach).