Barbie
Sull’onda del fenomeno Barbie non ho potuto resistere dall’andarlo a vedere.
Aspettative medio-basse ma allo stesso tempo tanta tanta curiosità.
Visto il film, posso ritenermi più che soddisfatto e finalmente riesco a capire a cosa è dovuto questo enorme successo.
Barbie prima di tutto non è un film per bambini; o meglio, lo è, ma un bambino si annoierebbe per tutto il film e non capirebbe parecchie cose.
Tolta la fascia più piccola d’età, Barbie è davvero un film per tutti, a prescindere dall’età o dal genere.
E questo è secondo me un primo grande pregio.
Per comprendere il film non serve avere grandi conoscenze di sorta, ma solo vivere nel mondo reale.
Azzardo che i primi dieci minuti sono da storia del cinema.
Un’affermazione forse un po’ forte, ma l’inizio così esplosivo, così colorato, con una bellissima citazione a 2001 per mostrare come la Barbie abbia cambiato il modo di giocare e il mondo delle bambole, tutto ciò mi è sembrato perfetto, da rivedere in loop.
Il film in se prosegue tutto liscio.
Complessivamente non ha buchi di trama, personaggi o scene inutili, dubbi rimasti aperti alla fine del film e cose varie.
Si capisce che è scritto e diretto da mani competenti.
Più che Barbie, questo film dovrebbe chiamarsi Ken, perché mi sembra che sia lui il vero protagonista.
Ryan Gosling è bravissimo a interpretare un personaggio scritto e studiato benissimo, che ha i suoi drammi interiori (pur essendo una bambola) e il desiderio di rivalsa sul sistema di Barbieland.
Sempre sul filo di una sottile ironia e della serietà, il Ken di Gosling è davvero il personaggio dell’anno, dimostrandoci di essere assolutamente kenough, e anche di più.
Viceversa, il personaggio di Barbie mi è sembrato un po’ più piatto, non per colpa della Robbie ma degli scrittori.
È comunque un buon personaggio godibile per tutto il film che non stanca, di certo non ci si può lamentare.
Menzioni onorevoli per Allan (la cui storia vera è molto interessante) e per i dirigenti della Mattel, interpretati come dei veri incapaci in tutto.
Ed essendo il film finanziato proprio da Mattel, si dimostra una grossa quantità di autoironia che mi ha fatto piacere.
La parte scenografica è da 10/10 senza dubbio, le case, le colline posticce, i vestiti, la scena del ballo, sono tutte da lode, senza discussioni.
Non sono un fan delle musiche cantate nei film, a meno che tu non sia la Disney, però qui ci stanno proprio bene. Ce ne sono giusto giusto due o tre, cioè non troppe ne troppo poche, si ascoltano volentieri e danno veramente qualcosa in più al film.
Volevo soffermarmi un attimo sul messaggio del film, che è poi quello che conta davvero e che rimane dopo la visione.
Greta Gerwig non ha avuto problemi a fare un film con messaggio fortemente femminista, visto il suo passato con Lady Bird e Piccole Donne.
Mi chiedo però se sia davvero femminista questo film.
Quando Barbie e Ken escono dal loro mondo per entrare in quello reale, Ken capisce che i due mondi funzionano all’opposto.
Nella realtà capisce di essere ascoltato e considerato e di importare a qualcosa o a qualcuno.
Torna così a Barbieland per imporre il suo modello di patriarcato, che viene accettato dalle donne con facilità e con piacere.
Ora, questo non mi sembra un messaggio troppo lusinghiero. Le Barbie sono evidentemente personaggi senza troppa intelligenza, che si fanno andar bene tutto e accettano di buon grado le decisioni degli uomini.
Poi torna Barbie con la sua compagnia e facendo leva sui punti deboli degli uomini ripristinano il precedente “governo” femminile.
E qui sono gli uomini che sono trattati da veri imbecilli.
Morale della favola, Barbie capisce di poter essere solo Barbie e Ken capisce di poter essere solo Ken, indipendenti l’uno dall’altro.
Una cosa che non mi è piaciuta è la morale quasi urlata in questo film.
Proprio come nei film per bambini, ci viene detto chiaramente qual è la morale del film, cosa secondo me sbagliata. Dev’essere comprensibile anche senza che ce lo venga detto esplicitamente, non si ha davanti un pubblico di stupidi.
Nonostante questo femminismo urlato, non è che mi abbia convinto troppo.
Non si afferma una cosa del genere mostrando che sia gli uomini che le donne sono stupidi uguali e allora sono pari.
Questa è davvero l’unica nota amara che ho notato in Barbie.
Peccato, perché avrebbero potuto essere cinque stelle.
Barbie è comunque il fenomeno dell’anno, che ha avuto un successo meritato e ha fatto tanto parlare di se.
La storia e i personaggi sono ottimi, il messaggio un filo meno, ma ci sono scene e momenti bellissimi che riguarderei all’infinito.
Difficile dire se continuerà ad avere questa popolarità negli anni a venire o se cadrà nel dimenticatoio come una moda esplosa sul momento; certo è che Barbie è davvero un gran bel film.
#estivo