Boogie Nights
Paul Thomas Anderson ci dimostra ancora una volta un’enorme conoscenza da parte sua del genere umano e di tutte le sue sfaccettature.
Boogie Nights è proprio come dice il sottotitolo, l’altra Hollywood.
La parte nascosta della produzione cinematografica, quella che va ricercata e che non si vede in giro perché non è pubblicizzata, quella che punta ad un certo pubblico e non a tutti, perché l’altra Hollywood è l’industria pornografica.
E a tutti gli effetti è proprio come la controparte, con provini, star, registi e leggi del mercato.
È normale che sia così, ma spesso non ci si pensa, e questo film ci fa aprire gli occhi su un settore conosciuto solo superficialmente.
Perché il mondo del porno forse è davvero quello più fatto di apparenze, di impressioni, di prestazioni immediate, ma dietro ci sono persone vere con le loro passioni, i sentimenti, i drammi e tutto ciò che caratterizza ogni persona normale.
Chi ha la passione per la magia, gli impianti stereo, chi affronta un divorzio, chi si impegna per gli studi, chi ha un brutto rapporto con i suoi genitori.
E così come ci sono i lati umani di queste persone, ci sono pure i loro scheletri nell’armadio, le loro cattiverie e i fantasmi del passato.
È un discorso banale quello che sto facendo, quello che delle persone si comportino effettivamente come persone, ma l’idea di caratterizzare così profondamente delle persone di cui si vede solo l’aspetto esteriore, questa idea è geniale.
Tramite la storia di Dirk Diggler, ispirata alla vita di John Holmes, seguiamo l’ascesa e la caduta di una stella un po’ inusuale, e ci muoviamo per la prima volta in questo mondo così “strano” e pieno di tabù.
Caratteristica di Anderson è l’attenzione maniacale per i personaggi, e questo film ne è un’ulteriore conferma, perché ogni personaggio è completamente diverso dall’altro rendendo il film estremamente interessante e coinvolgente.
Nota di merito per Seymour Hoffman, che dimostra di essere sempre in una splendida forma, per Burt Reynolds nei panni del magnate dell’industria e per Julianne Moore.
Mark Wahlberg e (stranamente) John C. Reily non mi hanno molto entusiasmato ma hanno fatto comunque un buon lavoro.
Il film può scorrere un po’ lento nella sua metà, ma le scene finali, sopratutto la scena assurda con Alfred Molina, sono bellissime.
Quella sensazione di imprevedibilità, di pericolo imminente, Molina che si aggira amichevolmente completamente drogato senza chiarire le sue intenzioni, il cinese che esplode i petardi in continuazione, qui siamo nella storia del cinema.
Il film si chiude perfettamente in un buon finale, che però non mi è piaciuto personalmente.
È tecnicamente perfetto come il resto della pellicola, ma avrei preferito un’altra fine, ed è l’unico motivo per cui non do cinque stelle.
Boogie Nights è un gran film che tratta un tema inedito e super interessante. Gli attori sono bravissimi e la trama fa rimanere attaccati allo schermo. Da vedere e rivedere.