Fireworks
Allora per il cinema italiano c’è rimasta qualche speranza.
L’esordio alla regia di Giuseppe Fiorello fa il botto, letteralmente.
Il regista si impegna nel raccontare il delitto di Giarre, riadattandolo parecchio ma riuscendo perfettamente nel suo intento.
Samuele Segreto è un ragazzo che viene dalla scuderia di Maria de Filippi, Gabriele Pizzurro non ha esperienze cinematografiche alle spalle, ma insieme ci regalano una delle coppie omosessuali più perfette del cinema.
Più di Elio e Oliver in Chiamami col tuo nome.
Più di Jack ed Ellis in Brokeback mountain.
Partiamo con i lati negativi, c’è qualche piccola incongruenza storica: il delitto si svolge nel 1980, mentre qui è il 1982, anno dei mondiali.
Inoltre la finale Italia-Germania Ovest dell’82 venne proiettata nel nostro paese di pomeriggio e non di sera come mostra il film, ma queste sono davvero le uniche due incongruenze che ho trovato.
Il resto sono solo pure emozioni.
Il film si apre introducendo i due ragazzi e le loro due famiglie, parecchio diverse nella struttura e nei caratteri dei componenti, ma allo stesso tempo simili nel comportamento con la stranizza dei ragazzi.
Poi i due si incontrano, magari in un modo un po’ bizzarro e troppo costruito a tavolino (che è l’unica critica che muovo alla sceneggiatura).
Si conoscono piano piano, fanno amicizia e si avvicinano sempre di più. Tutto con il suo tempo, nulla è affrettato, il regista si prende il giusto tempo per sviluppare la storia a dovere.
Infatti il primo bacio arriva oltre la metà del film, una vera rarità dato che si tratta di un film con un’importante componente romantica.
Poi arrivano le famiglie a mettersi in mezzo a questo amore, e il padre di Nino ci regala una performance da brividi dove lo spettatore si immedesima così tanto che egli stesso teme il peggio, conoscendo l’alone di drammaticità che permane per tutta la seconda metà del film.
La tenerezza dei due ragazzi è veramente la cosa più bella del film, riescono a rappresentare perfettamente un legame così tormentato ma allo stesso tempo dolcissimo.
Negli altri film “omosessuali” citati sopra i due protagonisti non raggiungono neanche la metà della passione che c’è in questo film.
Non so che magia abbia fatto Fiorello per far recitare così bene delle parti del genere a due ragazzi entrambi eterosessuali, ma c’è riuscito benissimo.
Per quanto riguarda la regia, questo film trasuda Sicilia e anni ‘80 da tutti i pori: i colori, gli ambienti, la parlata (non sempre del tutto comprensibile) e poi il calcio, le insegne dei negozi, le macchine, i vestiti.
È tutto perfetto.
La scelta di far terminare il film senza mostrare il delitto è discutibile, ma personalmente l’ho molto apprezzata.
In questo film c’è già stata violenza a sufficienza, con scene crude molto ben realizzate, e il regista non vuole chiudere con due cadaveri, ma con una scena d’affetto tra i due ragazzi, ciò che lo spettatore deve ricordare.
Tutto il resto è solo un suono, due spari, come se fosse una cosa di secondo piano, ciò che conta davvero è l’amore.
#estivo