Paranoia Agent
Primo approccio con il cinema di Satoshi Kon e rispecchia il modo in cui viene descritto: onirico, disturbante, critico alla società.
Questa serie di 13 episodi segue la storia di una città che viene sconvolta da una serie di crimini, cioè aggressioni a persone apparentemente sconnesse tra loro per mano di un ragazzino su pattini a rotelle con una mazza di ferro in mano.
La storia inizia in maniera superba con scene piene di tensione e di mistero. Lo spettatore è curioso di capire chi sia questo ragazzo (detto Shonen Bat) e perchè compie questi atti.
Shonen Bat entra nella vita di tante persone per sconvolgerla completamente, facendo precipitare il paese nella paranoia (come dice il titolo).
Ma non sarebbe un prodotto di Kon se si limitasse a questo, infatti il ragazzo non esiste ed è solo una rappresentazione degli incubi (o del sogno?) della gente. Gli aggrediti sono tutti persone che hanno raggiunto per vari motivi uno stato di stress e disperazione nella loro vita, non aspettano altro che qualcuno possa colpirli come per scaricare tutta la loro tensione. La mazza di Shonen Bat rappresenta la catarsi, la liberazione che la mente prova dopo che, anche per un breve periodo, è stata sollevata dalle sue preoccupazioni.
Quel ragazzo non è altro che la personificazione dello sconforto e dell'ansia della gente, che crescono mano a mano che la serie si sviluppa.
Kon dipinge un Giappone profondamente segnato da contraddizioni e persone cattive: in questa serie ci sono violenti, invidiosi, molestatori, ubriachi, quasi come un girone dantesco che vede al posto di lucifero proprio Shonen Bat, che castiga i dannati.
Ammetto che mi è un pelo dispiaciuto vedere che la serie prendeva questa piega "concettuale" perchè io mi ero proprio appassionato al giallo e volevo sapere chi fosse questo ragazzo, ma alla fine va bene così.
Ci sono episodi che funzionano molto bene all'interno della storia, altri sono completamente sconnessi ma ciò non è sempre un male. Tra questi ultimi alcuni sono riuscitissimi (quello dei tre aspiranti suicidi), altri meno (quello dell'interrogatorio con il combattimento fantasy, l'altro dove vengono mostrati tutti i colleghi di Tsukiko).
I personaggi sono ben scritti (alcuni sono davvero ottimi, primo tra tutti Shonen Bat), ci sono delle idee di regia che dimostrano il talento di Kon, in generale l'atmosfera di tutta la storia funziona.
È una serie più che buona, se dovessi elencare qualche difetto citerei alcuni episodi che rallentano molto il ritmo della narrazione (10 episodi sarebbe stato perfetto), ma è assolutamente consigliata.