Parthenope
Una ragazza nasce nelle acque del golfo al tramonto, e le viene dato il nome di Partenope.
D’ora in avanti questa ragazza sarà Napoli, con i suoi mille problemi e le sue meraviglie.
Le persone si relazionano con lei, ognuna dalla posizione e dal ruolo che riveste.
Prima gli aristocratici e gli imprenditori, poi le dive, il clero, il misero popolo, il ceto colto.
Ognuno vede riflesso in lei ciò che lo completa e ciò che allo stesso tempo lo distrugge. Non tutti riescono a reggere il peso dello sguardo di Partenope, di Napoli, su di loro.
La delusione di non essere all’altezza, di non soddisfare le aspettative, l’immobilità di fronte a un fascino senza tempo.
Ma Partenope è una donna fragile, segnata dalla profonda mancanza del fratello, che cerca se stessa vagando nella città di cui porta il nome (o forse è Napoli stessa che si chiama come lei?).
Un rapporto stretto, simbiotico, tra una ragazza, una città e tutto il mondo intorno.
Napoli è tutta qua dentro. Bellezza e sensualità, sfacciataggine, finzione, rispetto, tradizione, camorra, imbrogli, paesaggi, stranezze, tramonti, mare.
In questo film c’è tutto, un grido d’amore che Sorrentino rivolge verso la sua città, così piena di elementi e simboli, che ognuno vede col suo occhio e con il suo pregresso di vita vissuta.
Ma che ne sapete voi (che ne sappiamo noi) di cos’è Napoli.
Un poeta moderno direbbe ma che ne so perché sembriamo tutti più soli qui al nord.
Possiamo solo stare in silenzio ad ammirare un ritratto così completo e pieno d’amore fatto da un uomo devoto, che rimane vittima egli stesso, come Raimondo, sapendo di non essere all’altezza della sua città.
Regia e fotografia meravigliosa, personaggi stupendi, sceneggiatura ottima, musiche azzeccate.
“Eh ma questo film svilisce le donne”
“Eh ma è tutto così finto”
“Eh ma la protagonista è insipida”
“Eh ma questo film è così vuoto”
Meglio se Partenope non ha avuto tutto questo successo, non è un film per tutti ed è giusto che sia tale.
Ci vuole sensibilità e poesia per capire questo film, lo stesso che serve per capire Napoli, ci dice Sorrentino, lasciarsi alle spalle il senso della vista e vivere un mondo di cuore e passione.
#facchini