Ritual
*“Un mondo meraviglioso senza le persone, sembra stupendo. Come i binari del treno”
“Perché?”
“Non come dirlo… perché sono meccanici. E poi sono immobili, giusto? Finché ci sei sopra non devi scegliere un cammino. Quasi un sollievo. Che ne dici?”
“Mi piacciono”
“Perché?”
“Perché sono due binari che non si uniranno mai. Eppure, sono una cosa sola. Ecco perché” *
Hideaki Anno io ho un’unica certezza nella vita, cioè che non riuscirò mai a capire un tuo film.
Non so neanche da dove cominciare per parlare di Ritual.
È una storia d’amore non convenzionale, ma più che d’amore forse di conoscenza tra due persone stranissime, un tentativo di intersecare due mondi completamente opposti.
Tutto questo visto attraverso l’occhio di un aspirante regista, sicuramente la personificazione di Anno stesso.
Compaiono i temi classici già ampiamente discussi in Evangelion: l’incomunicabilità tra esseri umani, la percezione di se stessi, le mummy issues.
Una ragazza scopre se stessa guardandosi attraverso gli occhi degli altri, questo forse è il modo migliore di descrivere Ritual.
È complesso da discutere e si presta a tantissimi ragionamenti che non scriverò, essendo pieno di simbologie.
Poi quella cosa del “domani è il mio compleanno” che simboleggia la continua speranza che ha la protagonista nel rinascere di nuovo, meraviglioso.
Io non mi spiego come mai questo film sia così poco conosciuto.
La regia è spettacolare e la scenografia del palazzo abbandonato ti rimane impressa per sempre.
Gli attori sono formidabili, soprattutto la ragazza (figlia di Steven Seagal lol).
Piccolo scivolone sul finale che ho trovato un po’ troppo didascalico però sono contento che sia finito bene, ho guardato tutto il film temendo il peggio.
Ovviamente solo cinque stelle per il miglior uomo che il sol levante abbia messo al mondo.