Audition
Film che ho visto senza aspettative di alcun tipo, e mi ha molto sorpreso. La struttura è bipartita, divisa in due sezioni molto evidenti, entrambe efficaci e scorrevoli. Miike ti inganna, partendo con una storia quasi dolce, un amore che sembra fiorire senza ostacoli, ma presto si vedono i primi inidizi di un qualcosa che non va, fino a sfociare in una narrazione schizofrenica, quasi Lynchiana, in cui non si capisce con assoluta certezza il corso reale degli eventi, quale sia la realtà e quale sia un sogno, una paura: questo lascia spazio a tante interpretazioni. La storia in generale è ricca di simboli e critiche che strizzano l'occhio alla società e i suoi problemi tra cui il maschilismo e il modo in cui le donne vengono trattate quasi come merce, animali, ma può essere anche letta come (per me) una metafora della paura di andare avanti, di trovare una nuova compagna dopo la tragica morte della propria moglie. È proprio per questa sua molteplice leggibilità, coinvolgimento, ma anche per la mostruosa regia e un senso di inquietudine e paura che permane anche dopo la visione che Audition mi ha molto sorpreso. Il film ha anche alcune scene gore, ma niente di esagerato a mio avviso. Molto bello cia cia