FLCL
Boh non so bene perché questa mina sia su letterboxd visto che tecnicamente è un anime e non un film, ma sinceramente chi se ne fotte, per questa serie farò un eccezione e la recensirò lo stesso: nonostante non sia un film, FLCL merita di essere visto e celebrato, cosi che possa essere anche più conosciuto. Quest'anime è un'esplosione visiva e sonora, un concentrato di follia che non assomiglia a nulla di ciò che l’animazione giapponese (o qualsiasi altro mezzo) aveva fatto prima.
Nato nei primi anni 2000 come progetto sperimentale dello studio Gainax (in collaborazione con Production I.G), FLCL fu concepito anche per testare nuove tecniche di animazione digitale, in un momento di transizione importante. Era una sorta di laboratorio creativo, dove animatori e registi potevano spingersi oltre ogni limite tecnico e narrativo. E il risultato è proprio questo: una serie breve ma densissima, anarchica e stilisticamente rivoluzionaria.
Ma FLCL non è solo forma, è anche sostanza! Sotto la superficie assurda, piena di robot che escono da teste, chitarre usate come armi e dialoghi nonsense, c’è una potente metafora sull’adolescenza. Il protagonista Naota è un ragazzino intrappolato in un mondo che non capisce, dove tutto cambia troppo in fretta: il corpo, le emozioni, le relazioni. Le trasformazioni surreali e le esplosioni nonsense sono il linguaggio perfetto per raccontare quel periodo della vita dove niente ha senso, ma tutto ha un impatto enorme. FLCL è una rappresentazione sincera e viscerale del caos interiore che accompagna la crescita.
È LETTERALMENTE l’anime più punk mai realizzato. E forse è proprio per questo, per la sua stranezza, anarchia, confusione, che l'ho amato.