Ichi the Killer
Capolavoro.
Film immenso del maestro Miike, un opera che nasconde una complessità inaspettata.
Da una storia di gangster yakuza banale che potresti aspettarti (sbagliando perchè si parla sempre di Miike), ti ritrovi una vicenda pseudo-amorosa sadomasochista che esplora la sessualità e la profondità emotiva dei personaggi, giocando anche sui traumi e la psiche, facendoti ragionare su alcune tematiche.
La regia è meravigliosa, davvero dinamica.
Assurdo, grottesco, coinvolgente. Personaggi meravigliosi e attori incredibili, soprattutto Kakihara (Nolan puoi mentire quanto vuoi, io so che per il tuo Joker hai copiato lui) che ha un design incredibile (il fumo che gli esce dai tagli della bocca quanto cazzo è tuff) o anche Jijii interpretato dal maestro Tsukamoto.
Film che, come al solito di Miike, non ha paura di spiattellarti in faccia ciò che vuole, tra sadomasochismo, sessualità, fluidi corporei.
Kakihara non cerca semplicemente qualcuno da combattere: cerca qualcuno che riesca finalmente a fargli provare qualcosa. È quasi un personaggio tragico, perché tutta la sua esistenza ruota attorno all'idea di trovare il dolore "perfetto". Ichi, invece, è l'opposto: reprime continuamente la propria identità e la sua violenza esplode solo quando viene manipolato. Per me è questo che rende il film molto più interessante di un semplice yakuza movie ultraviolento.
La intro poi è geniale davvero, top 5 nel cinema minimo.
Finale altrettanto assurdo e geniale.
Vorrei dire tanto di più ma è difficile mettere tutto in parole. Sicuramente lo rivedrò.
Film folle.