Love Exposure
Non so cosa davvero mi abbia colpito e mi abbia convinto a vedere Love Exposure, un film che dura praticamente 4 ore. Molto probabilmente la fotografia, probabilmente la storia che sembrava già da lì ironica, quasi qualcosa di esuberante.... non lo so proprio sinceramente. Io dai film così lunghi molto spesso mi allontano, perché sono spesso dei classici di quelli pesanti;
e ragazzi, questo Love Exposure penso che sia il film lungo più breve che abbia mai visto.
Faccio un paragone, non perché mi senta di farlo in senso “da insulto” (anche se lo meriterebbe), ma mi sento obbligato: con Stalker, l’ultimo film che ho visto prima di questo.
Ragazzi, non c’è assolutamente paragone. Stalker, che dura meno di questo, mi è sembrato infinito. Mi stavo per mettere a piangere quando stava per finire perché era troppo noioso, sono stato un sacco di tempo col telefono in mano, veramente una noia mortale.
Questo invece, 4 ore, non ho preso il telefono in mano una volta. La mia attenzione è stata altissima per 4 ore di fila.
Non voglio parlare troppo della trama perché è difficile da spiegare.
Il film è del 2008 ed è di Sion Sono. In generale, la storia parla di un ragazzo che perde la madre quando è piccolo, e poi succede che il padre si farà prete, e da lì succederanno un bel pò di casini. L’inizio vero della trama è quando lui inizia a voler fare peccati apposta per essere picchiato dal padre, perché il padre ha iniziato a ignorarlo e trattarlo male. Per essere amato e accettato dal padre, inizia a fare peccati apposta, tra cui ad esempio fare foto alle mutandine delle ragazze.
In più , il protagonista durante il film è mosso anche da un’altra intenzione: trovare la sua “Maria”, con una promessa fatta alla madre prima che morisse.
E quindi eccoci qua a parlare di questo film, che è molto più di questa trama che ho detto.
La pellicola è veramente dinamica, ti coinvolge nella storia di tutti i personaggi. All’apparenza sembra quasi ironica, sarcastica, ma in realtà contiene contenuti davvero forti.
Le storie dei personaggi sono tutte ben caratterizzate in una maniera incredibile, a parte quelli che non hanno compiti davvero importanti; i personaggi principali sono tutti profondi, di spessore, li conosci tutti bene. Ed è questa la cosa incredibile, incredibile, veramente incredibile.
Il film è ricco di tutto: ti fa ridere, e io ho riso molto spesso anche di gusto. Ma la cosa importante è che contiene critiche, nemmeno velate, ma proprio evidenti: alla società del consumo, alla società giapponese, alle incongruenze sociali, e soprattutto va contro ogni stigma e dogma, e anche contro la religione in maniera pesante.
Le tematiche sono tantissime, ma alla fine tutto converge in un concetto centrale: l’amore.
L’amore è più forte di qualsiasi cosa: più forte della fede religiosa, più forte degli stigmi sociali. Il film parla anche di omosessualità, ad esempio. L’amore è qualcosa di fluido, una forza universale che muove tutto.
Muove tutto e, muovendosi così, fa sembrare tutto il resto anormale: religione, istituzioni sociali, tutto ciò che non rientra in questa logica.
Come se l’amore fosse una forza motrice unica e irreversibile, quasi una filosofia greca, che guida tutta la storia, anche attraverso momenti assurdi.
Anche il sesso è uno dei temi principali: trattato con ironia, ma anche in modo molto spigoloso.
Ci sono personaggi che lo disprezzano totalmente e altri che vivono una vita “pazza”. Il sesso e l’eros, insieme all’amore, diventano una motrice narrativa,
seppur mentre l’amore è una forza universale, il sesso è qualcosa di più ambiguo: non si capisce mai se sia legato all’amore o se sia qualcosa di sporco, separato; e questo rappresenta anche la società di oggi.
È qui che si pone la contraddittorietà e la acuta critica sociale, che si incarna perfettamente nel protagonista, considerato un pervertito da tutti gli altri personaggi, quando probabilmente è l'unico a non esserlo; l’unico che riesce a provare un amore puro per Yoko; l’unico che non vive il sesso come semplice impulso animalesco, un qualcosa di materiale.
Love Exposure è stato un film meraviglioso. Non ho mai avuto un’esperienza cinematografica così soddisfacente: quattro ore senza mai fermarmi. Quando è finito ne volevo ancora, e non è una frase fatta.
Non mi era mai successo con nessun altro film. Soprattutto uno lungo quattro ore.
Un film esageratamente bello, con una regia spettacolare. La pellicola è di una dinamicità incredibile, non ti lascia mai respirare.
Per concludere, credo Love Exposure sia uno dei film più belli mai fatti negli ultimi anni. Forse sì, a livello di regia e spessore ci sono altri grandi film, ma un film così lungo, così compatto, così intenso… non credo lo troverò facilmente di nuovo.
È un capolavoro, secondo me. Lo consiglierei a tutti, veramente a tutti.