Platoon
Berenger, Dafoe e charlie sheng creano un trio capace di farti innamorare dei loro personaggi e dei loro ideali tramite una recitazione impeccabile e una sceneggiatura più che buona.Regia che vuole essere il più chiara possibile tramite primi piani e riprese statiche o lente, a volte anche da lontano. Una fotografia magistrale che punta tutto sul colore dominante ovvero il verde che troviamo dappertutto, da le divise ai boschi. Gioca molto anche sui contrasti e a volte anche su una saturazione molto alta che servono a distinguere sempre di più i momenti di pericolo e tensione da quelli di tranquillità e riflessione.I momenti di suspense sono il cavallo di battaglia del film che grazie a questi primi piani sugli occhi che sembrano durare un’eternità riescono a creare tensione in maniera ottimale (un esempio è la scena in cui Barnes spara ad Elias, scena memorabile). Ritmo non azzeccato ma di più, riesce ad introdurti i personaggi in modo stupendo attraverso anche linee di dialogo ben studiate come ho già detto ed interpretazione oltre il geniale dei tre attori protagonisti. Messa in scena molto composta e lineare che fa sì che lo spettatore sappia esattamente dove guardare sia nelle scene di azione che in quelle più tranquille come le scene di marcia dove gli attori sono disposti in modo più che appropriato. Film che non punta a mandare il solito messaggio “la guerra è sbagliata” ma a far capire come la guerra non sia poi tanto lontana dalla vita quotidiana spiegando anche attraverso la frase finale del protagonista che la vera guerra è quella interiore che si affronta tutti i giorni, riallacciandosi così a la guerra interna che era presente nel plotone tra Barnes ed Elias. Affronta anche il cambiamento che apporta la guerra in un ragazzo giovane e ingenuo come Taylor che piano piano diventa sempre più profondo e cosciente di che cos’è veramente la guerra. Bello come mostra i problemi più quotidiani del fare parte di un plotone e non solo momenti come sparatorie o bombardamenti, come per esempio il disagio di stare in mezzo a una foresta insieme a serpenti ragni e insetti e dormire sotto la pioggia per ore.Pellicola del 86’ a cui fatico trovare difetti e che riesce a stupire tramite un lato tecnico ben studiato e un lato narrativo che fa riflettere ed emozionare.