Nostalgia
Mi sembra veramente inutile parlare della perfezione della forma di questo film, perché ormai ho capito che Tarkovskij è un regista impeccabile, sempre perfetto.
Quello che mi ha colpito forse più di ogni cosa in Nostalgia è il tempo. Non ho mai visto un altro film in cui il tempo è così reale, così gravoso e quotidiano.
Tarkovskij ci regala un film esperienza, un film che non ha una vera storia ma è fatto di pensieri, concetti, e sembra di camminare in una mente umana (libertà e introspezione del regista che esploderà poi in Lo Specchio). Ammetto di non avere capito molte sequenze, molte parole o molte riflessioni; il linguaggio di questo film è fatto di simbolismi, fortemente complessi e a volte di analogie molto molto personali. Nonostante ciò, però, nei ricordi del regista, nella Nostalgia che conduce il film, troviamo nostri ricordi, il nostro attaccamento al passato e ai luoghi dell'infanzia, che anche se ci sono, in un certo senso non ci sono più. Io non sono nessuno, ma nessuno, per dire molto su questo capolavoro. Ciò che mi ha lasciato è un desiderio di introspezione, di auto riconoscenza e di espressione mediante i luoghi, che qui vengono plasmati e da decadenti diventano malinconici, poi criptici, e poi semplicemente funzionali, ma inseriti sempre in un contesto cinematografico perfetto. Il mio simbolismo preferito è forse quello dell'acqua, che in questo film non scompare mai, e scorre sempre, o perlomeno gocciola. L'acqua non è forse una scelta del regista per rappresentare il tempo? Prima scorre veloce, poi, statica, è il punto preferito degli indifferenti per crogiolarsi, e poi ancora separa il protagonista nostalgico dell'infanzia dalla bambina "contenta della vita". Ma di più di tutto mi ha colpito questo:
Non siamo matti, siamo seri