Adolescence
Ho guardato questa miniserie con la pelle d’oca dall’inizio alla fine, e quando è finita, sono rimasta in silenzio. Come se qualcuno avesse messo in pausa il mondo per farmi sentire solo quel dolore.
La storia di Jamie non è solo un caso di cronaca. È una lama sottile infilata nell’ansia di essere giovane, di non essere capito, di crescere sotto lo sguardo degli altri: famiglia, amici, internet. E il modo in cui è girata… quei piani-sequenza senza tagli, ti costringe a restare dentro ogni momento, ogni silenzio, ogni respiro. Non puoi distaccarti. C’è una tensione costante, ma non è solo suspense da crime. È angoscia esistenziale. È il senso di colpa, l’incomprensione, il dolore che si insinua tra genitori e figli. Stephen Graham mi ha spezzato il cuore. Ma è Owen Cooper che mi ha lasciata a pezzi: quel volto, quegli occhi… sembrava che stesse davvero vivendo tutto, senza filtri. Era autentico. Era troppo vero.