

Questo è uno dei film più brutti che la storia del cinema abbia mai visto. Intanto gli attori abbastanza svogliati provano a recitare ma non ci riescono, il regista prova a montare un film evidentemente incollando a caso le varie scene e la storia, ma che storia è? Non esiste una storia in questo film: uno che va in giro a fare “giustizia collettiva” e non sappiamo un cazzo di lui, lo fa e basta. Poi è pieno di scene messe giusto per farlo diventare un lungometraggio altrimenti sta merda sarebbe durata 5 minuti e io avrei anche risparmiato del tempo prezioso. In ogni caso il film non è completamente da buttare, qualche frase di qua e di là la si può stampare su una maglietta e vendere ai mercatini. Di base l’idea di una società che decide di prendere in mano la situazione ricalca un po’ le varie rivoluzioni che il popolo ha fatto nel corso dei secoli, tipo banalmente la rivoluzione francese o tutte quelle insurrezioni pubbliche per sostenere un’idea che non veniva messa abbastanza in risalto, è un’idea buona per un film che vuole essere una critica sociale, però il problema è che qui è tutto completamente piatto cioè la storia non ha approfondimenti veri ed è tutto messo lì a casaccio. Insomma sebbene l’idea non sia completamente da buttare il film lo è.

The Social Network è probabilmente uno dei migliori biopic mai realizzati. La figura di Mark Zuckerberg viene trattata con estremo realismo, senza alcuna santificazione: il film lo ritrae come un personaggio costantemente arrogante, i cui comportamenti risultano al massimo comprensibili ma mai giustificabili dal suo status di creatore di Facebook. L'opera esplora magistralmente come, al giorno d'oggi, una persona possa diventare incredibilmente influente e importante partendo da contesti e modi del tutto impensabili, sovvertendo le gerarchie tradizionali. La maestria di…

Crazy, Stupid, Love è una commedia che scricchiola pesantemente appena provi a guardare oltre la superficie. Il percorso del protagonista è schizofrenico: passa dall'essere un uomo distrutto a un seduttore seriale senza alcuna coerenza psicologica, rendendo il suo "chi sono e cosa voglio" un fastidioso punto interrogativo costante. Verso il finale vengono anche mostrati come si comportano i personaggi in un arco di tempo successivo a un evento, poco sensato anche quello, e la metà di loro non sta facendo nulla: due scene fanno vedere due distinti personaggi che in qualche modo servono per farci capire i pensieri di queste figure, mentre le altre scene sono vuote, tipo una in cui ci sta una ragazza sul letto a non fare nulla. Inoltre, il tradimento iniziale, motore di tutto il film, viene liquidato in modo superficiale, senza mai spiegare davvero il "perché", lasciando il buco narrativo più importante della storia senza risposta. È un film costruito sulla banalità: diverte solo se non ti fai domande sulle motivazioni reali dei personaggi. Appena scavi un minimo, la struttura crolla.