Pan's Labyrinth
Obbedienza cieca o libertà?
È su questa domanda su cui si concentra questo film favoloso di del toro, mettendo in contrapposizione il capitano obbediente al regime , e la ragazzina, Ophelia, che per più di una volta sceglie lei stessa di compiere le azioni che ritiene più corrette secondo la sua moralità e secondo la sua logica senza eseguire gli ordini ciecamente.
Per tutto il film non facevo altro che chiedermi appunto quale fosse il parallelismo tra il mondo reale e quello fittizio, e per molto tempo non sono riuscito a capirlo, arrivando verso la fine però, mi è risultato tutto più chiaro e sono rimasto estasiato dalla pellicola.
Ho molto da imparare dalla bambina, mi ha insegnato che non devo seguire ciecamente ciò che mi viene imposto dalla società, dalle persone più in alto di me o da chiunque, ma prima devo ragionare su ciò che per me è giusto, secondo le mie logiche e moralità.
Fantastico appunto il parallelismo tra il mostro che incontra la protagonista e l’obbedienza cieca, poiché egli non ha gli occhi e gli usa solo quando la ragazza decide di mangiare l’uva, per cui esegue un azione che comporta a una reazione cieca, il mostro apre gli occhi e la insegue per prenderla.
Sinceramente non so ancora se pensare che il tutto sia frutto dell’immaginazione della bambina per fuggire dall’orribile realtà o invece sia stato tutto reale, ci sono degli elementi che rimandando a entrambe le ipotesi e penso che il regista abbia fatto apposta a lasciare l’interpretazione allo spettatore ma, se devo scegliere credo penserei che sia stato frutto dell’immaginazione di Ophelia.
Concludendo film inaspettatamente sorprendente, non la classica storia fiabesca con finali positivi e pacifici ma che invece spinge a riflettere con personaggi scritti benissimo e tutti con un loro scopo e significato.