Pan's Labyrinth
Personalmente interpreto tutto la parte fantasy come una forma di evasione della ragazzina dal mondo reale, con in mente l'obiettivo di un regno ideale; ma, nel finale, il raggiungimento del paese divino avviene solo con la morte, da cui poi il regista sceglie di cambiare punto di vista col fine di mostrarci il suo ultimo respiro accompagnato dalla ninna nanna della "serva", come se tutto ciò che abbiamo visto finora con i suoi occhi non fosse altro che una mera illusione che le dava speranza.
Quest'interpretazione è suggerita nel finale, in quanto Vital (capo fascista) non vede il fauno; anche se sia lui che la madre riescono a vedere la madragola in delle scene precedenti.
Mercedes (la badante/serva) è un personaggio chiave del film, non solo per l'avanzamento della trama, ma anche come la rappresentazione ormai adulta della ragazzina che non crede più alle favole, perché il mondo che le è attorno non le permette di farlo.
Apparte la magnifica realizzazione e il design dei personaggi antropormorfi, come il mostro delle mani-occhi e il fauno, e una cgi mediocre (anche se molto buona se contestualizzata per gli anni della realizzazione), trovo la forza del film nel racconto e nella scelta del regista di trattare una storia fatta di realtà ambivalenti: il fauno che promette una condizione migliore, ma agisce in modo inquietante come se avesse secondi fini, e quella della morte, da un lato tragica per i partigiani e dall'altro apparentemente liberatoria per Ofelia.